Leopardi · Lettera n. 1722
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Leopardi, Monaldo
- Data
- 8 marzo 1832
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Roma 8 Marzo 1832
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Mio caro Papà. I Dialoghetti, di cui la ringrazio di cuore, continuano qui ad essere ricercatissimi.
- Explicit
- Le auguro una buona quaresima, e baciandole la mano la prego di cuore a benedirmi.
- Regesto
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Leopardi, prima di passare al vero motivo che lo aveva indotto a scrivere la l., ossia la necessità di ricevere denaro (questa parte della l. è conservata a Recanati, nell'archivio privato della famiglia Leopardi), riferisce al padre che i suoi Dialoghetti stavano avendo a Roma un gran successo. Il poeta aveva incontrato i cugini Matteo e Camillo Antici, don Natanaele Fucili, e donna Livia, i quali inviavano i loro saluti a Monaldo.
Il poscritto reca una richiesta di denaro: Leopardi, alla vigilia della partenza da Roma, si era trovato a dover prestare centosette scudi a Ranieri che a sua volta doveva anticiparli a una persona. Nello scambio di denaro erano coinvolte altre due persone, Luigi Giambene, segretario delle poste pontificie, e Raimondo Gozani. Il poeta è così costretto a domandare dei soldi al padre per riuscire ad affrontare il viaggio. - Note
Segue la l. di Giacomo Leopardi del 3 gennaio 1832 [BL 1701].
1. Le dinamiche circa lo scambio di denaro fra Leopardi, Ranieri e gli altri coinvolti, sono testimoniati nelle Carte Ranieri, conservati alla Biblioteca nazionale di Napoli "Vittorio Emanuele III". Tali documenti sono stati resi noti da Moroncini. In una l. di Giambene a Ranieri, datata 27 ottobre 1832, si legge: «Sono giustamente sorpreso dal vostro silenzio, tanto più che non vedo mantenuto quel concerto che fu stabilito fra noi. Il Cav. Valle con la lettera dei 25 mi avvisa di aver ritirati i noti scudi 107. Il Sig. Gozzani è venuto a prenderli questa mattina istessa, ma io gli ho risposto che mi conveniva ritirarli in Roma, onde siamo di concerto per la settimana prossima. Il Sig Leopardi è stato sodisfatto di tutto per mezzo di Mannucci, onde non mi resta che avere vostre nuove e comandi». Moroncini continua come segue: «L'altra, del Gozani al Ranieri, del 30 ottobre, gli dice in che modo può restituirgli i 107 scudi, e di aver tratto una cambiale pei restanti 93: in tutto dunque il Ranieri doveva al Gozani 200 scudi. A parte il rimprovero che il Giambene fa al Ranieri di non aver mantenuto il "concerto stabilito", dalle due lettere si può con molta probabilità dedurre che il Leopardi avesse sborsato 107 scudi al Ranieri, che il Ranieri li avesse inviati a persona di Napoli, e che non avendoli questa restituiti in tempo, il Gozani, per rendere anche stavolta servigio ai due sodali, avesse anticipata al Ranieri la somma di 200 scudi; dei quali i 107 del L. furono rimessi per mezzo del Mannucci al L. stesso in Firenze; mentre il Gozani fu poi rimborsato con la medesima somma, ritirara dal Valle in Napoli, e con la cambiale dei 93 scudi rimanenti. Resta oscuro da chi furono pagati in Napoli i 107». Tali appunti di Moroncini sono riportati anche in BL, pp. 2346, 2347.
- Testimoni
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Cambridge, University Library, MS Add., 6210, c. 39r-v
Originale, manoscritto autografo.Fogli rilegati, c. 1r-v.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo.
Il testimone consta di una carta (c. 1r-v).
Il testo si dispone sia al recto che al verso.
Si segnala, a testo, la cassatura della preposizione «per» sostituita dalla preposizione «con» aggiunta in interlinea superiore.
A c. 1v è presente l'indirizzo.L'autografo è oggetto di una storia documentale particolare, come riportato da Marozzi: «Un caso particolare è quello della [...] missiva, datata Roma, 8 marzo 1832 (BL 1722), costituita da due parti già in origine separate probabilmente a motivo della richiesta di denaro contenuta in una di esse, che Leopardi avrà inteso tenere celata alla madre. Tuttavia, mentre la seconda porzione di testo venne salvaguardata da alienazioni e rimase custodita tra le carte presenti in Casa Leopardi, la prima sezione venne donata dalla sorella del poeta a un tale Luigi, frate cappuccino di Acerno, che ben presto dovette cederla a sua volta, finché il documento giunse dapprima nelle mani del collezionista emiliano Luigi Azzolini e da ultimo in quelle di Charles Fairfax Murray, nella cui raccolta rimase definitivamente finché questa non venne affidata nel 1917 alla University Library di Cambridge (MS Add., 6210, inserto 29)» [Marozzi 2023: pp. 143-144].
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 194, c. 1r-v
Biglietto, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 180 x 70.Segni di piegatura.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo, senza firma.
Inviato a Monaldo Leopardi come poscritto di una lettera, separato da essa probabilmente a motivo del contenuto legato al denaro, il bigliettino rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservato ancora oggi. La lettera principale è conservata presso la University Library di Cambridge [MS Add.6210].
Il testo si dispone sul solo recto; bianco il verso (ad eccezione di un'annotazione di Monaldo Leopardi).
l'indicazione del luogo, altrimenti assente, è assegnata dalla critica. [Fonte: Manus]L'autografo è oggetto di una storia documentale particolare, come riportato da Marozzi: «Un caso particolare è quello della [...] missiva, datata Roma, 8 marzo 1832 (BL 1722), costituita da due parti già in origine separate probabilmente a motivo della richiesta di denaro contenuta in una di esse, che Leopardi avrà inteso tenere celata alla madre. Tuttavia, mentre la seconda porzione di testo venne salvaguardata da alienazioni e rimase custodita tra le carte presenti in Casa Leopardi, la prima sezione venne donata dalla sorella del poeta a un tale Luigi, frate cappuccino di Acerno, che ben presto dovette cederla a sua volta, finché il documento giunse dapprima nelle mani del collezionista emiliano Luigi Azzolini e da ultimo in quelle di Charles Fairfax Murray, nella cui raccolta rimase definitivamente finché questa non venne affidata nel 1917 alla University Library di Cambridge (MS Add., 6210, inserto 29)» [Marozzi 2023: pp. 143-144].
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Cambridge, University Library, MS Add., 6210, c. 39r-v
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 498, vol. II, pp. 182-183
- Leopardi 1856, lettera n. 498, vol. II, pp. 183-184
- Leopardi 1892a, lettera n. 736, vol. II, pp. 463-464
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 736, vol. II, pp. 463-464
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1688, vol. VI, pp. 153-154
- Leopardi 1949, lettera n. 802, pp. 1019-1020
- Leopardi 1988b, lettera n. 178, pp. 250-251
- Leopardi 1997, lettera n. 104, p. 181
- Leopardi 1998, lettera n. 1722, vol. II, pp. 1888-1889
- Leopardi 2006, lettera n. 806, pp. 992-993
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 18 giugno 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1722