Leopardi · Lettera n. 1711

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Paolina
Data
14 febbraio 1832
Luogo di partenza
[Roma]
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
L'indicazione dell'anno, altrimenti assente, è annotata da Paolina Leopardi, come da sua usanza, nello spazio della sovraccarta a c. 1v: «1832 | 14 feb.»; l'indicazione del luogo, altrimenti assente, è assegnata dalla critica
Lingua
italiano
Incipit
Cara Pilla. Ricevo i Dialoghetti, che subito mi fuggono di mano per passare in venti altre.
Explicit
Mandolino, che vi porterà certi libri, è pagato.
Regesto

I Dialoghetti sulle materie correnti nell'anno 1831, scritti da Monaldo ma circolati con la sigla 1150 (MCL in numeri romani, acronimo di Conte Monaldo Leopardi) avevano riscosso un enorme successo anche a Roma, e di fatti, non appena Leopardi ne ricevette dalla sorella le copie richieste, ne rimase subito privo perché passarono «in venti altre» mani. Il poeta, temendo di poterne passare per l'autore, domanda a Paolina il perché di tenerli anonimi, cercando di convincerla (di modo che lo riferisse al padre) che non avrebbero riscosso alcun tipo di critica, se non quelle dei francesi, e che Monaldo avrebbe potuto stare tranquillo. Il recanatese racconta poi alla sorella dei suoi incontro con Melchiorri, mirati alla ricerca di un nuovo alloggio, più economico, ma impossibile da trovare. Si frequentava, inoltre, con Matteo Antici e Camillo Melchiorri, quest'ultimo chiamato «don Paolo» a seguito dell'entrata nell'ordine dei benedettini. Il riferimento a Mario Valdrighi risponde probabilmente a una sollecitazione mossa da Paolina in una l. non conservata: evidentemente la contessa aveva chiesto chi fosse il mittente del pacco spedito a Recanati e contenente un plico di autografi [cfr. BL 1673].

Note

Risponde probabilmente a una l. di Paolina ad oggi non nota.
1. Molti passi dei Dialoghetti imbarazzavano non poco Leopardi, e l'idea che essi per sbaglio venissero attribuiti a lui spaventava il poeta, che avrebbe incontrato delle difficoltà con amici cari come Vieusseux o Antonietta Tommasini. L'opera era inoltre giunta a Roma senza controllo doganale.

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 193, c. 1r-v
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 204 x 135.
    Indirizzo presente, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo, senza firma.
    Filigrana: palomba (porzione).
    Inviata a Paolina Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
    Il testo si dispone sia al recto che al verso.
    A c. 1v si legge l'indirizzo. [Fonte: Manus]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 31 gennaio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1711