Leopardi · Lettera n. 1703

Mittente
De Sinner, Louis
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
13 gennaio 1832
Luogo di partenza
Parigi
Luogo di arrivo
Roma
Note alla data
Paris, rue des Saints-Pères, No 14, le 13 Janvier 1832.
Lingua
francese, greco antico; latino
Incipit
Mon très cher et excellent ami, | Je ne saurais vous exprimer quel vif plaisir
Explicit
Je vous embrasse tendrement et suis pour la vie et ες αιεί votre tout dévoué ami
Regesto

Felice di aver ricevuto risposta da Leopardi, de Sinner confessa però il suo smarrimento nell’apprendere le sue condizioni di salute e nel leggere quelle parole oscure circa l’unica soluzione che eviterebbe il ritorno a Recanati. È altrettanto dispiaciuto di non essere riuscito a far fruttare economicamente i suoi scritti filologici consegnatigli da Leopardi, nonostante il favore incontrato da numerosi studiosi che non hanno esitato a citare il suo nome. Lo stesso de Sinner lo ha menzionato in una voce del suo Thesaurus Graecae Linguae, poi inviatagli tramite Maze all’indirizzo suggeritogli da un librario romano. Difficoltoso rimane l’arrivo a Parigi dei Canti: il libraio Fayolle ha a disposizione solo i Versi, mentre nessuna copia arriva da Firenze da parte di Mourawieff. Per questa ragione de Sinner chiede la cortesia di inviare un altro esemplare, così da far conoscere l’opera anche in Francia, dopo il successo raggiunto in Germania dove Bothe si accinge a tradurre l'Ultimo canto di Saffo e il Canto notturno di un pastore errante dell'Asia. In chiusa, ribadisce il suo stato incerto circa la volontà di continuare a lavorare al Thesaurus; ciò che rimane certo è l’affetto che lo lega a Leopardi, senza il quale de Sinner dice di vivere a Parigi «comme dans une glacière».

Note

La lettera risponde alla leopardiana del 24 dicembre 1831 [BL 1694]. Come si legge, continua il tentativo di de Sinner di far circolare i lavori leopardiani, filologici e non, oltralpe.
Si noti il riferimento in filigrana del de Sinner alle Ricordanze (II, v. 4), che doveva leggere in Canti 1831, al momento di accennare alla prospettiva di Leopardi di far ritorno a Recanati se non avesse trovato altri mezzi di sussistenza per rimanere a Firenze (Nè mi diceva il cor che l’età verde | Sarei dannato a consumare in questo | Natio borgo selvaggio, intra una gente | Zotica, vil [...]).

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.79, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: Il testo occupa le c. 1r-2r; non si segnalano significativi interventi a testo.
    A c. 2v si leggono, oltre all’indirizzo, i timbri postali di invio e ricezione, rispettivamente datati al 14 gennaio 1832 e al 28 gennaio 1832.
    Sempre a c. 2v sono presenti tracce del sigillo in ceralacca che ha provocato una minima lacerazione della carta, senza intaccare la sostanza del testo.

Edizioni
Bibliografia
  • Leopardi 1882 = Giacomo Leopardi, Nuovi documenti intorno alla vita e agli scritti di Giacomo Leopardi raccolti e pubblicati da Giuseppe Piergili, a cura di Giuseppe Piergili, Firenze, Le Monnier, 1882
  • Timpanaro 1955 = Sebastiano Timpanaro, La filologia di Giacomo Leopardi, Firenze, Le Monnier, 1955
  • Leopardi 1969 = Giacomo Leopardi, Scritti filologici (1817-1832), a cura di Giuseppe Pacella e Sebastiano Timpanaro, Firenze, Le Monnier, 1969
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 19 settembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1703