Leopardi · Lettera n. 1694
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Sinner, Gabriel Rodolphe Louis : de
- Data
- 24 dicembre 1831
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Parigi
- Note alla data
- Roma, Via de’ Condotti, N.o 81. | 3.o piano; 24 Dicemb. 1831.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Mio carissimo ed egregio amico, | Non è stato senza mio gran dispiacere
- Explicit
- […] attesa la negligenza dei portalettere. Addio, mio ottimo amico. Conservatevi ed amatemi.
- Regesto
-
Leopardi spiega la causa del suo ritardo nel rispondere alla lettera del de Sinner del 24 ottobre, dovuto alle poste e a problemi di salute che lo hanno colpito. Informa poi l’amico che ha saputo del suo viaggio in Germania da Carlotta Lenzoni, dicendosi però rammaricato dalla sua intenzione di abbandonare il Thesaurus Graece Linguae, cui de Sinner aveva collaborato solo con la revisione della lettera alfa. Leopardi, d’altra parte, si mostra contento alla prospettiva di riunirsi a Firenze, dove tornerà «alla fine dell’inverno» e resterà finché i mezzi economici glielo permetteranno; in caso contrario, sarà costretto al ritorno a Recanati, abbandonandosi in una sentenza piuttosto oscura che non tarderà a mettere in allarme l’amico: «se io non avrò il coraggio (che spero avere) di prendere il solo partito ragionevole e virile che mi rimane». La lettera prosegue, rispondendo alle richieste di de Sinner di ricevere nuove di Giovanni Rosini e Apostol Mourawieff, per riservare poi una reprimenda rivolta all’editore Piatti, inefficiente nel far circolare i suoi Canti anche in Italia, sulla scia dello scontento mostrato dal filologo. Pur di stanza a Roma, Leopardi lamenta lo stato in cui versa la filologia, abbandonata in favore delle discipline archeologiche. Il suo soggiorno romano sembra però essere allietato dagli incontri con Karl Bunsen, Ministro di Prussia nonché responsabile degli Annali e il Bullettino d’Archeologia, che ospita un salotto letterario. In chiusa, Leopardi prega l’amico di non inviargli la corrispondenza al suo indirizzo, elemento che potrebbe causarne lo smarrimento.
- Note
Questa lettera di Leopardi risponde alla sinneriana del 24 ott. 1831 [BL 1667], come si deduce dal testo e dagli argomenti affrontati nella lettera.
Come si intuisce, Leopardi, di stanza a Roma dall'ottobre [BL 1652], non ha ancora ricevuto la lettera del 30 novembre [BL 1684], che arriverà a destinazione solo più tardi, nel giugno 1832 [BL 1763]. Il plico conteneva in allegato il primo fascicolo dello Stefano.
Si noti il malcontento e l’insofferenza nei confronti dell’ambiente romano, che sembrano rimaste immutate dal soggiorno del ’22-’23.
- Testimoni
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 203 x 132.Lettera firmata, firma autografa.
Note: Gli autografi consegnati da Leopardi a Luis de Sinner sono oggi raccolte nella Biblioteca Nazionale Centrale, sotto la segnatura Banco rari 342. Malgrado l’impegno, il filologo svizzero riuscì solo parzialmente a rendere pubblici i lavori filologici di Leopardi in territorio d’oltralpe, tanto da suscitare non pochi dubbi sulla sua lealtà. Per placare le cattive voci che incominciavano a circolare, soprattutto in seguito alla morte di Leopardi, De Sinner consegna nel 1856 le carte a Gian Pietro Vieusseux. Risale al 14 aprile 1856 la celebre lettera dove De Sinner, oltre ai manoscritti filologici, dice di inviare una «copie très-exacte de 18 lettres que notre immortel ami m’a addressées de 1831 à 37. Elles contiennent mon apologie parfaite. […] Si in les publies, il faudrait les imprimer textuellement, et y joindre celles de Ranieri» [Piergili 1882: 9-10]. Trascorso appena un anno, De Sinner si trasferì a Firenze e, a causa della sua salute cagionevole e delle sue difficoltà finanziare, decise di donare la sua biblioteca alla Palatina: il materiale donato constava di ben 6000 volumi, comprendente anche i manoscritti leopardiani. Nel 1862, dopo l’acquisizione del cavaliere bibliotecario Francesco Palermo, le carte leopardiane confluirono prima tra i codici Palatini (Serie Sinner) e, successivamente, nel Banco Rari 342.1. Ad oggi, il materiale – tra cui anche il carteggio – è conservato in Banco Rari 342.1; 342.27; 342.28, I-II.
Il testo si dispone su tutte le carte.
Lungo il margine sinistro delle carte sono presenti numerosi richiami d’attenzione a matita.
Sono assenti l’indirizzo, i bolli postali e il sigillo di chiusura, con ogni probabilità perché la carta prevedeva un involto esterno a corredo del plico di spedizione.
Filigrana: assente [fonte MANUS]
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v
- Edizioni
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- Leopardi 1877, lettera n. 5, pp. 166-168
- Leopardi 1878a, lettera n. 79, pp. 145-149
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 725, vol. II, pp. 447-450
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1658, vol. VI, pp. 125-127
- Leopardi 1949, lettera n. 788, pp. 1001-1003
- Leopardi 1998, lettera n. 1694, vol. II, pp. 1858-1860
- Leopardi 2006, lettera n. 792, pp. 974-977
- Bibliografia
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- Leopardi 1882 = Giacomo Leopardi, Nuovi documenti intorno alla vita e agli scritti di Giacomo Leopardi raccolti e pubblicati da Giuseppe Piergili, a cura di Giuseppe Piergili, Firenze, Le Monnier, 1882
- Timpanaro 1955 = Sebastiano Timpanaro, La filologia di Giacomo Leopardi, Firenze, Le Monnier, 1955
- Leopardi 1969 = Giacomo Leopardi, Scritti filologici (1817-1832), a cura di Giuseppe Pacella e Sebastiano Timpanaro, Firenze, Le Monnier, 1969
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 15 novembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1694