Leopardi · Lettera n. 1652

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Paolina
Data
1 ottobre 1831
Luogo di partenza
[Firenze]
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
L'indicazione dell'anno, altrimenti assente, è annotata da Paolina Leopardi, come da sua usanza, nello spazio della sovraccarta a c. 1v: «1831 | 1 - 8.bre»; l'indicazione del luogo, altrimenti assente, si desume dai bolli postali
Lingua
italiano
Incipit
Cara Pilla. Oggi stesso, a mezzogiorno, parto per Roma
Explicit
Lascio tutti i miei libri a Vieusseux, che li spedisce al Papà per le vie librarie.
Regesto

Con una breve comunicazione, Leopardi informa Paolina della sua partenza imminente per Roma. Le chiede il favore di sollecitare l'opera di Pierfrancesco nella redazione di una nota di duplicati di libri di cui Monaldo sarebbe disposto «a disfarsi»; essi servivano al poeta in cambio di un'opera francese del valore di sei zecchini che aveva dovuto procurarsi [cfr. BL 1639]. Tra le necessità impellenti vi era poi quella di ricevere da casa delle nuove «solette»: aveva terminato quelle inserite nel baule da Paolina, e sarebbe stato impossibile acquistarle a Roma per via del costo troppo elevato. La partenza per la capitale era stata decisa da pochi giorni, e Giacomo non aveva fatto in tempo ad avvisarne prima la famiglia; egli aveva lasciato tutti i suoi libri a Vieusseux, che si sarebbe adoperato per spedirli a Recanati coi propri mezzi di spedizione.

Note

Risponde a una l. di Paolina di Leopardi «senza data» che ad oggi non è nota.
1. Leopardi si recava a Roma per accompagnare Antonio Ranieri, desideroso di raggiungere la capitale per seguire Maddalena Pelzet, impegnata in un tour teatrale al Valle. Il poeta taceva il vero motivo del suo viaggio non solo a quelli di casa, ma anche agli amici del circolo Vieusseux: il dentista Karl Witte, inserito nel circolo, aveva fatto visita al recanatese qualche giorno addietro, occasione nella quale si erano accordati per un secondo incontro, che però non avvenne proprio a causa della partenza per Roma. Witte aveva testimoniato il tutto in un articolo memorialistico, nel quale raccontava che «verso mezzogiorno» (la stessa indicazione temporale è presente nella l. a Paolina) sarebbe dovuto partire per un impegno imminente non meglio specificato. A riguardo rimando a Bellucci 1996: p. 443.
2. Il visto sul passaporto reca la data del 29 settembre.

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 186, c. 1r-v
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 197 x 133.
    Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo, senza firma.
    Inviata a Paolina Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
    Filigrana: F.
    Il testo si dispone sul solo recto.
    A c. 1v si legge l'indirizzo.

Edizioni
Bibliografia
  • Bellucci 1996 = Novella Bellucci, Giacomo Leopardi e i contemporanei. Testimonianze dall'Italia e dall'Europa in vita e in morte del poeta, Firenze, Ponte Alle Grazie, 1996
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 27 gennaio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1652