Leopardi · Lettera n. 1594
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Sinner, Gabriel Rodolphe Louis : de
- Data
- 17 febbraio 1831
- Luogo di partenza
- Firenze
- Luogo di arrivo
- Parigi
- Note alla data
- Florence le 17 Février 1831.
- Lingua
- francese, greco antico
- Incipit
- Mon très-cher et respectable ami, | J’aurais bien de la peine
- Explicit
- Adieu, mon très-estimable et très-cher ami. Je suis et serai toute ma vie | Votre tendre et fidèle ami
- Regesto
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In questa lettera Leopardi risolve la minuzia filologica circa l’Epistola al Pepoli su cui discuteva il de Sinner nella sua precedente lettera del 24 gennaio, confessando poi di apprezzare l’idea di una traduzione dei suoi scritti, in francese o in tedesco. Dopo aver comunicato l’invio all’amico di un esemplare delle Canzoni, l’ultimo a sua disposizione, Leopardi si dice contento di ricevere le osservazioni sulle due anacreontiche [Odae adespotae] da parte del filologo Jean-Christophe Fix, tanto da convincersi ad espungere i due componimenti dalla nuova edizione che ora è in via di stampa , per poi lasciare un prospetto delle sue pubblicazioni, richiesto da de Sinner. Giacomo, pur apprezzando lo zelo dell’amico, insiste poi sul fatto che i suoi scritti filologici possano apparire solamente in forma di mélanges, non condividendo la preoccupazione di «essere o non essere alla moda». Intanto Leopardi ha fatto estrapolare dalle sue note alcune osservazioni filologiche, che invia a de Sinner per vie sicure. Circa la possibilità di pubblicare il Saggio sopra gli errori popolari degli antichi, Leopardi si mostra favorevole a patto di farlo uscire sotto pseudonimo, non considerandola un’opera capace di rendergli onore senza significativi emendamenti. In chiusa non manca il solito accenno alla cerchia dei sodali fiorentini e al suo stato precario di salute che potrà essere causa di un ritardo nella loro futura corrispondenza.
- Note
Questa leopardiana risponde alla lettera di de Sinner del 31 gennaio 1831 [BL 1592].
L'Epistola al conte Carlo Pepoli, composta a Bologna nel marzo 1826, venne recitata dallo stesso Leopardi presso l'Accademia dei Felsinei, di cui Pepoli era vicepresidente. Il componimento fu pubblicato nell’edizione dei Versi di Bologna 1826 col titolo Epistola al conte Carlo Pepoli, confluendo poi nella raccolta dei Canti dell'edizione fiorentina del 1831.
Si ricordi qui che è dal sodalizio fiorentino, iniziato nell'ottobre del 1830, che ha inizio il progetto di far circolare e di pubblicare i lavori filologici leopardiani, contenuti nei manoscritti che lo stesso Leopardi affidò a de Sinner.
Come già segnala Moroncini, è degno di nota che Leopardi, a seguito delle osservazioni di Fix, si sia deciso a espungere dalla nuova edizione dei Canti le due odi anacreontiche, edite sempre insieme all’Inno di Nettuno.
Le note inviate da Leopardi a De Sinner si leggono oggi in LEOPARDI 1969: 651-57 (Excerpta dallo Zibaldone redatti in latino per il Sinner), ma cfr. BL 1610 e 1620.
- Testimoni
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 251 x 212.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo, notazioni di segreteria.
Note: Gli autografi consegnati da Leopardi a Luis de Sinner sono oggi raccolte nella Biblioteca Nazionale Centrale, sotto la segnatura Banco rari 342. Malgrado l’impegno, il filologo svizzero riuscì solo parzialmente a rendere pubblici i lavori filologici di Leopardi in territorio d’oltralpe, tanto da suscitare non pochi dubbi sulla sua lealtà. Per placare le cattive voci che incominciavano a circolare, soprattutto in seguito alla morte di Leopardi, De Sinner consegna nel 1856 le carte a Gian Pietro Vieusseux. Risale al 14 aprile 1856 la celebre lettera dove De Sinner, oltre ai manoscritti filologici, dice di inviare una «copie très-exacte de 18 lettres que notre immortel ami m’a addressées de 1831 à 37. Elles contiennent mon apologie parfaite. […] Si in les publies, il faudrait les imprimer textuellement, et y joindre celles de Ranieri» [Piergili 1882: 9-10]. Trascorso appena un anno, De Sinner si trasferì a Firenze e, a causa della sua salute cagionevole e delle sue difficoltà finanziare, decise di donare la sua biblioteca alla Palatina: il materiale donato constava di ben 6000 volumi, comprendente anche i manoscritti leopardiani. Nel 1862, dopo l’acquisizione del cavaliere bibliotecario Francesco Palermo, le carte leopardiane confluirono prima tra i codici Palatini (Serie Sinner) e, successivamente, nel Banco Rari 342.1. Ad oggi, il materiale – tra cui anche il carteggio – è conservato in Banco Rari 342.1; 342.27; 342.28, I-II.
Il testo della lettera si dispone su c. 1r.
A c. 2v si legge l’indirizzo di spedizione e il timbro postale.
Sono presenti numerose annotazioni di mano di de Sinner; a c. 1r, in alto a sinistra, è presente il numero «1», a indicare la serie numerica delle lettere leopardiane apposta da de Sinner.
Il sigillo, in ceralacca rossa, ha causato una lacerazione sul lato sinistro al centro al momento dell'apertura della missiva.
Filigrana: c. 1: DOMENICO MAGNANI E FIGLI; c. 2: J. WHATMAN / TURKEY MILL / 1825 [fonte MANUS]
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v
- Edizioni
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- Leopardi 1877, lettera n. 1, pp. 161-163
- Leopardi 1878a, lettera n. 72, pp. 132-136
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 685, vol. II, pp. 407-411
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1562, vol. VI, pp. 44-47
- Leopardi 1949, lettera n. 740, pp. 957-960
- Leopardi 1998, lettera n. 1594, vol. II, pp. 1772-1775
- Leopardi 2006, lettera n. 744, pp. 933-936
- Bibliografia
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- Leopardi 1882 = Giacomo Leopardi, Nuovi documenti intorno alla vita e agli scritti di Giacomo Leopardi raccolti e pubblicati da Giuseppe Piergili, a cura di Giuseppe Piergili, Firenze, Le Monnier, 1882
- Timpanaro 1955 = Sebastiano Timpanaro, La filologia di Giacomo Leopardi, Firenze, Le Monnier, 1955
- Leopardi 1969 = Giacomo Leopardi, Scritti filologici (1817-1832), a cura di Giuseppe Pacella e Sebastiano Timpanaro, Firenze, Le Monnier, 1969
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 15 novembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1594