Leopardi · Lettera n. 1568

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Stella, Antonio Fortunato
Data
2 settembre 1830
Luogo di partenza
Firenze
Luogo di arrivo
Milano
Note alla data
Firenze 2. Sett. 1830
Lingua
italiano
Incipit
Signore ed amico amatissimo. Dio sa con quanto piacere dalla sua de' 21 Agosto ho ricevuto
Explicit
io possa farne uso. Un milion di cose cordialissime alla sua cara famiglia: ed Ella ami sempre
Regesto

Leopardi rassicura l'editore di potergli inviare le copie dei Canti con un prezzo di favore, per poi pregarlo di restituirgli i manoscritti del Manuale di Epitteto e dei Discorsi di Isocrate, per mezzo di Giuseppe Moratti. Il Saggio sopra gli errori può, invece, trattenerlo a Milano.

Note

La lettera risponde a quella dello Stella del 21 agosto 1830 [BL 1563].
Come la traduzione del Manuale d'Epitteto, anche quella dei Discorsi Morali di Isocrate dovevano entrare a far parte del progetto editoriale dei moralisti greci, poi abbandonato. In un secondo tempo, le traduzioni di Epitteto e di Isocrate, parte del progetto dei moralisti greci, avrebbero dovuto essere oggetto di una stampa a cura dell'editore maceratese Mancini [1177; 1189; 1199]; il proposito non sarà, tuttavia, portato a termine. Si noti che Leopardi, in questa sua lettera, non fa menzione del volgarizzamento della Favola di Prodico, anch'esso manoscritto nelle mani dello Stella.
L'invio allo Stella del Saggio sopra gli errori popolari risale al lontano 1816 [BL 13]; Leopardi ne chiederà la restituzione, insieme al manoscritto del Frontone, nel dicembre 1816 [BL 32]. Alla richiesta, tuttavia, lo Stella adempierà solo in parte, inviando indietro il solo Frontone, ma non il saggio [BL 33]. Più tardi, Leopardi richiederà allo Stella la restituzione; malgrado le ricerche, tuttavia, lo Stella non ne trova traccia [BL 858]. Il manoscritto verrà poi rinvenuto solo nell’agosto del 1830 [BL 1563].

Testimoni
  • Visso, Archivio storico municipale, Fondo Leopardiano, Cartella V, Lettere, c. 1rv [nel fascicolo: c. 16rv]

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 249 x 212.
    Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: La presente lettera fa parte, insieme a altre tredici, di una cartella, parte di uno dei nuclei più ampi, testimoni dello scambio epistolare intrattenuto da Giacomo Leopardi con Antonio Fortunato e Luigi Stella. Come noto, Prospero Viani si occupò di recuperare, chiedendo agli eredi dello Stella, molti degli autografi leopardiani; a causa di problemi economici, tuttavia, nel 1868 Viani fu costretto a rivolgersi a Filippo Mariotti, deputato del Regno d’Italia, per procedere alla vendita vendita di un nucleo di lettere. Lo stesso Mariotti si rivolse a Giovan Battista Gaola Antinori, deputato e sindaco di Visso, il quale, acquistò il fondo che, composto di 14 missive, si trova ancora oggi si trova nella città di Visso.

    Il testo si dispone sul solo recto, dove le righe 4-8 sono racchiuse da una sorta di parentesi quadra.
    Sul verso della carta si legge l'indirizzo, insieme a tre annotazioni manoscritte, due al recto (sotto il testo) e una al verso (angolo destro in alto), di incerta attribuzione (probabilmente la prima di Luigi Stella e la seconda di Antonio Fortunato Stella): 1) Fatto (c. 16r) 2) Spedita il 22 a Moratti (c. 16r) 3) Firenze | Leopardi (c. 16v).
    Filigrana: dicitura BONDON [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 24 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1568