Leopardi · Lettera n. 1554
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Pepoli, Carlo
- Data
- 6 agosto 1830
- Luogo di partenza
- Firenze
- Luogo di arrivo
- Bologna
- Note alla data
- Firenze 6 Agosto [l'anno è assente, ma si può dedurre dal contesto epistolare]
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Caro Carlino. Ebbi la tua del dì 12 di Giugno. Non risposi, perchè sai
- Explicit
- Come vanno i tuoi studi? come va il poema? e la salute massimamente? Dammene nuove, ed amami. Addio, addio.
- Regesto
-
Leopardi chiede al Pepoli di aiutarlo nel trovare sottoscrittori ai suoi Canti anche a Bologna, confessando di avere bisogno di danari per sopravvivere fuori da Recanati, citando un verso dei Triumphi Cupidinis di Petrarca (IV 88). Chiede poi informazioni sul poemetto del Pepoli, I Fiori, e del suo stato di salute. Si raccomanda a Anna Pepoli e, in conclusione della lettera, Leopardi tiene a precisare che la presente è stata scritta e spedita prima di quella del Pepoli del 28, dove l'amico lamentava il mancato coinvolgimento nel rintracciare sottoscrittori.
- Note
La lettera risponde a quella del Pepoli del 28 luglio 1830 [BL 1551].
è probabile che Leopardi - e l'appellare l'amico con il diminutivo 'Carlino' sembrerebbe confermarlo - non aveva inizialmente voluto inviare il Manifesto al Pepoli, trovando altri acquirenti bolognesi. La lettera adirata ricevuta dal Pepoli deve averlo costretto a rimediare alla gaffe; è altrettanto probabile che Leopardi abbia allegato alla lettera il manifesto che il Pepoli avrebbe dovuta far sottoscrivere.
La citazione da Petrarca (da Triumphi Cupidinis, IV 88) riprende la lezione impiegata da Leopardi nel suo commento (Rime di Francesco Petrarca colla interpretazione composta dal conte Giacomo Leopardi, Milano, Stella, 1826, vol. II).
- Testimoni
-
-
Roma, Biblioteca nazionale centrale, Autografi, A.116.33/7, c. 1r-v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 189 x 123.Firma autografa, segni di piegatura.
Note: In possesso di Carlo Pepoli probabilmente fino alla sua morte, la lettera entrò nel mercato antiquario per essere poi acquisita dal libraio Torrini. Nel 1939 venne acquistata dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.
La lettera è conservata, insieme ad altre sei, dentro una cartellina con annotazioni a proposito di mittente, destinatario ed estremi del contenuto.
Il testo si dispone sul solo recto.
A c. 1v si legge un'annotazione «L. [Leopardi?]», di mano ignota; una parte, probabilmente di Carlo Pepoli, è illeggibile perché strappata.
Si rilevano i segni di piegatora ma sono assenti i timbri postali, l’indirizzo e il sigillo di chiusura, forse per perdita della busta che doveva contenere la lettera al momento della spedizione.
Filigrana: S A [?] [fonte MANUS]
-
Roma, Biblioteca nazionale centrale, Autografi, A.116.33/7, c. 1r-v
- Edizioni
-
- Leopardi 1849, lettera n. 455, vol. II, p. 147 [testo incompleto, mancante del poscritto]
- Leopardi 1856, lettera n. 455, vol. II, p. 149 [testo incompleto, mancante del poscritto]
- Leopardi 1881, vol. I, p. 16
- Leopardi 1892a, lettera n. 455, vol. II, p. 149 [testo incompleto, mancante del poscritto]
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 662, vol. II, p. 393
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1519, vol. VI, p. 17
- Leopardi 1949, lettera n. 716, p. 944
- Leopardi 1998, lettera n. 1554, vol. II, p. 1744
- Leopardi 2006, lettera n. 721, p. 921
- Leopardi 2023, lettera n. 19, pp. 133-134
- Bibliografia
-
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Nomi citati
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 21 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1554