Leopardi · Lettera n. 155
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Cancellieri, Francesco
- Data
- 30 novembre 1818
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Roma
- Note alla data
- Recanati 30 Novembre 1818 [precede la firma]
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Stimatissimo Sigre e Padrone. Quantunque sia molto tempo ch’io non le scrivo
- Explicit
- con quanta viva riconoscenza, e con quanta affettuosa stima, io sia, come sarò costantemente
- Regesto
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Dopo qualche tempo, Leopardi torna a scrivere a Cancellieri, inviando all'abate il manoscritto di sue due canzoni (Sull'Italia e Sul monumento di Dante, che poi diventeranno All'Italia; Sopra un monumento di Dante), con la richiesta di fare da intermediario per la stampa con il De Romanis, che stavoltà sosterrà a sue spese. Come era già accaduto in precedenza, Leopardi, anche solo per via epistolare, fornisce i dettagli della stampa, chiedendo inoltre una particolare cura affinché non venga trascurata la punteggiatura.
- Note
Riprende, dopo l'ultima lettera di Leopardi del dicembre del 1816 [BL 31], il carteggio con Cancellieri. Non si esclude, considerato il tenora della presente missiva, che sia andata dispersa parte del carteggio, non contando i contatti per mediazione di Carlo Antici.
Il manoscritto di cui si parla è quello contenente le due odi patriottiche Sull’Italia e Sul monumento di Dante che si prepara in Firenze, con la dedica al Monti, che saranno poi successivamente pubblicate a Roma da Francesco Bourliè (R18; poi con il titolo di All'Italia; Sopra un monumento di Dante nelle successive edizioni). Ancora in questa prima fase progettuale, Leopardi si rivolge all'editore De Romanis, come, inizialmente, per le Inscrizioni greche triopee [BL 27-29].
Si noti che prima di rivolgersi a Cancellieri, Leopardi aveva scritto a Giordani, allegando un «libricciuolo manoscritto» con le canzoni poi inviate a Roma, chiedendo di intercedere a suo favore con il Monti. L'involto non arrivò tuttavia a Piacenza, andando disperso [BL 151-152-153-154].
- Testimoni
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Roma, Biblioteca universitaria Alessandrina, Manoscritti, 358/1, cc. 1r-2v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti.Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: Questo è uno dei casi in cui la lettera inviata da Leopardi, una volta ricevuta e letta dal suo destinatario, fa ritorno a Recanati. Secondo Piergili, Paolina Leopardi avrebbe donato l’originale a Ignazio Ignazi di Fermo, poi ceduto al bibliografo Carlo Lozzi. La lettera venne poi acquistata dalla Biblioteca Alessandrina nel 1909 [cfr. PIERGILI 1932 e MAROZZI 2023].
La lettera consta di un bifoglio. Il testo si dispone sulla sola c. 1r; bianche le cc. 1v e 2r.
Su c. 2v si leggono l'indirizzo e i timbri postali; sono presenti inoltre i segni di piegatura e il timbro postale.
Come usuale sul margine superiore di c. 1r Cancellieri di sua mano, con inchiostro marroncino, annota la data «30 Nov. 1818». Come detto, la lettera torna a Recanati in quanto contenente, su c. 2v, il preventivo per la stampa richiesta da Leopardi, di mano del Cancellieri, che compila una nota spese, e dell'editore Bourlié. [fonte MANUS]
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Roma, Biblioteca universitaria Alessandrina, Manoscritti, 358/1, cc. 1r-2v
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 138, vol. I, p. 197
- Leopardi 1949, lettera n. 80, pp. 150-151
- Leopardi 1998, lettera n. 155, vol. I, pp. 219-220
- Leopardi 2006, lettera n. 86, pp. 151-152
- Leopardi 2024
- Bibliografia
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- Piergili 1932 = Giuseppe Piergili, Ah! quella Paolina Leopardi…, in «Il Casanostra», 83, 1932, pp. 127-140.
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
- Nomi citati
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 07 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/155