Leopardi · Lettera n. 1518
- Mittente
- Vieusseux, Giovan Pietro
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 13 febbraio 1830
- Luogo di partenza
- Firenze
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Firenze 13 febb. 1830.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Carissimo mio Leopardi. Ebbi la vostra del dì 8 gennaio.
- Explicit
- toccherà all'Antologia di farvi sempre più raccolta di cose italiane, o applicate ai bisogni dell'Italia. Mio caro Leopardi, vi abbraccio tenerissimamente.
- Regesto
-
Vieusseux comunica amaramente a Leopardi che il premio quinquennale dell'Accademia della Crusca era stato attribuito a Carlo Botta, che vi aveva partecipato con la sua Storia d'Italia dal 1789 al 1814. A favore del recanatese, però, si erano espressi alcuni collaboratori dell'«Antologia», come Niccolini, Capponi e Zannoni. A Leopardi spettava l'accessit, una onoreficenza che gli permetteva di accedere alla nomina come socio corrispondente, ritenuta da Vieusseux «un complimento sterile». Secondo lui, la giuria aveva discusso affinché il premio fosse diviso tra i due, affinché venissero premiati il peso della testimonianza storica e la mole dell'opera del Botta, e la lingua e lo stile delle Operette morali. All'amara comunicazione, Vieusseux aggiunge l'invito a tornare presto a Firenze e alcune informazioni circa i fascicoli in uscita dell'«Antologia», che, fra gli altri, avrebbe contenuto l'esegesi di una nuova tragedia di Niccolini. Il direttore della rivista avrebbe ricevuto presto un articolo sulla traduzione francese della storia romana del Niebuhr, mentre Pietro Capei si sarebbe occupato di recensire l'originale versione tedesca e la traduzione inglese, compito che, inizialmente, spettava a Leopardi, il quale a causa dei problemi di salute non era riuscito ad adempiere a quanto richiesto.
- Note
Risponde alla l. di Giacomo Leopardi dell'8 gennaio 1830 [BL 1514].
1. Sulla vicenda dell'assegnazione del premio quinquennale si rimanda a Ferretti 1918. La giuria decretava il vincitore attraverso quindici voti, di cui tredici erano stati dati al Botta, uno a Leopardi, e l'altro alla Sacra scrittura illustrata con monumenti fenicio-assiri ed egiziani di Michelangelo Lanci. Quest'ultimo aveva scritto al recanatese il 23 aprile 1827 [BL 1064] per annunciare l'uscita di quel libro. Il voto a favore delle Operette morali derivava probabilmente da Gino Capponi o da Francesco del Furia.
2. L'autografo è in Casa Leopardi.
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1482, vol. V, pp. 266-268
- Leopardi 1998, lettera n. 1518, vol. II, pp. 1715-1716
- Bibliografia
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- Ferretti 1918 = Giuseppe Ferretti, Leopardi e la Crusca, in «Giornale storico della letteratura italiana», XXXVI, 211, 1918, pp. 49-70
- Benucci et al. 2001 = Leopardi nel carteggio Vieusseux. Opinioni e giudizi dei contemporanei (1823-1837), a cura di Elisabetta Benucci, Laura Melosi, Daniela Pulci, Firenze, Olschki, 2001
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 21 luglio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1518