Leopardi · Lettera n. 1457

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Vieusseux, Giovan Pietro
Data
12 aprile 1829
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Firenze
Note alla data
Recanati 12 Aprile 1829
Lingua
italiano
Incipit
Mio carissimo Vieusseux. Come scusarmi con voi del mio lunghissimo silenzio?
Explicit
Sapreste voi darmi notizie fresche di Brighenti? il quale non mi ha mai spedito il pacco de' miei libri.
Regesto

«L'accoramento» tipico delle giornate recanatesi di Leopardi gli aveva impedito di dare notizie prima al Vieusseux, che, al contrario, gli scriveva lettere «sempre piene di amore». Si complimenta, dunque, con l'amico per gli ultimi fascicoli dell'«Antologia», della quale Paolina lodava sempre gli articoli di Montani. Aveva preso tantissimi appunti sulla storia romana del Niebuhr, il testo che aveva rispedito al Vieusseux nella sua versione inglese. Non si dispiace poi tanto che Stella non abbia ancora inviato la Crestomazia poetica, perché non ne era soddisfatto, e lo riteneva un lavoro fatto «malissimo»; di questa opinione pregava Vieusseux di ragguagliare gli amici di Toscana, affinché non nutrissero troppe aspettative sull'opera. Da ultimo, Leopardi manifesta la preoccupazione che i Promessi sposi di Manzoni potessero aggiudicarsi il premio quinquennale dell'Accademia della Crusca, concorso al quale egli aveva partecipato con le sue Operette morali: il sospetto, accresciuto da una frase di Francesco Poggi letta nell'«Antologia», derivava dalla grande fama ottenuta dal romanzo, che aveva ispirato anche la Monaca di Monza di Rosini.

Note

Risponde alla l. di Giovan Pietro Vieusseux dell'aprile 1829 [BL 1852].
1. Gli appunti tratti da Leopardi sull'opera di Niebuhr vennero riversati nello Zibaldone, alla p. 4330 e tra i pensieri del 10 agosto 1828.
2. La frase di Francesco Poggi cui Leopardi fa riferimento si trova nel fascicolo di novembre, ed è la seguente: «tutti quelli che della lingua tra noi parlata fan tesoro per le loro scritture, tra' quelli è primo l'autore dei Promessi sposi».

Testimoni
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Vieusseux, Carteggio, 57.120, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 203 x 125.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di un bifolio.
    Il testo si dispone sulle cc. 1r-2r.
    Non si segnalano interventi correttori a testo.
    A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [LORETO][RECANATI], e di ricezione, di cui è possibile leggere la data malgrado l'inchiostro consumato: APRILE | 1829.

    da Manus: Inviata a Giovan Pietro Vieusseux, la lettera rimase tra le carte del direttore dell'Antologia, finché queste non vennero cedute dagli eredi alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Edizioni
Bibliografia
  • Benucci et al. 2001 = Leopardi nel carteggio Vieusseux. Opinioni e giudizi dei contemporanei (1823-1837), a cura di Elisabetta Benucci, Laura Melosi, Daniela Pulci, Firenze, Olschki, 2001
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1457