Leopardi · Lettera n. 1433

Mittente
Vieusseux, Giovan Pietro
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
18 febbraio 1829
Luogo di partenza
Firenze
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
18 febb. 1829. L'indicazione della data è posposta alla firma.
Lingua
italiano
Incipit
Mio carissimo Leopardi. Voi non scrivete più a' vostri amici in Toscana
Explicit
ditemi che pensate qualche volta al vostro affezionatissimo per la vita.
Regesto

Da una freddissima Firenze, Vieusseux incitava Leopardi a farsi sentire più spesso, aggiornando lui e gli amici dell'«Antologia» sui suoi progetti. I fascicoli 95 e 96 della rivista dovevano essere ormai giunti in mano di Giacomo, e Vieusseux ne chiede all'amico un parere, specificando che i tempi lunghi di uscita erano stati determinati dal controllo censorio esercitato sul giornale. Racconta che Giovanni Rosini non aveva ancora deciso di pubblicare il proprio romanzo, aspettandone una traduzione francese annunciata a Leopardi in una l. del 22 settembre 1828 [BL 1369]. Non vi erano molte altre informazioni letterarie da aggiungere, perché palazzo Buondelmonti non aveva ospitato tanti studiosi durante l'inverno, e gli amici dell'«Antologia» avevano avuto altri programmi. Vieusseux domanda poi all'amico se avesse piacere di ricevere il «Bulletin Universel des Sciences et de l'Industrie» di André-Etienne de Férussac, un giornale che veniva pubblicato dal 1824. In conclusione, prova a richiedere al poeta la disponibilità ad inviare gli articoli sulla storia romana di Niebuhr in traduzione inglese e sull'opera di Giuseppe Manno De' vizi de' letterati, libri due (Alliana, Torino 1828).

Note

Vieusseux non ha ancora ricevuto la l. di Giacomo Leopardi del 16 febbraio 1829 [BL 1432], ecco perché non risponde ad alcuni riscontri leopardiani, e lo rimprovera di non essersi fatto sentire con gli amici di Toscana. In quella l., Giacomo gli comunicava che non sarebbe riuscito a comporre gli articoli promessi per l'«Antologia»;
1. Mario Pieri aveva annotato nel suo diario un ricordo di una serata trascorsa a Palazzo Buondelmonti: «Bella compagnia questa sera in casa Vieusseux! [...] Il conte Leopardi di Recanati, giovane fornito di ottime lettere e di gusto classico e non romantico, grande ellenista, e scrittore di versi e prose eleganti e ornate di forti generosi concetti, giovane insomma singolare anche per l'età sua, la quale io non credo che oltrepassi l'anno 26. Peccato ch'egli non abbia una salute perfetta! L'aria del sembiante è viva e gentile, il corpo è alquanto difettoso per altezza di spalle, il tratto dolce e modesto: parla ben poco, è tinto di pallore, e sembrami melanconico. Io cercherò di conoscerlo meglio, giacchè mi sento preso alla simpatia per lui». La testimonianza si legge in Della vita di Mario Pieri corcirese scritta da lui medesimo, in Opere, II, Le Monnier, Firenze 1850, p. 67.
2. L'autografo è in Casa Leopardi.

Edizioni
Bibliografia
  • Benucci et al. 2001 = Leopardi nel carteggio Vieusseux. Opinioni e giudizi dei contemporanei (1823-1837), a cura di Elisabetta Benucci, Laura Melosi, Daniela Pulci, Firenze, Olschki, 2001
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1433