Leopardi · Lettera n. 1414
- Mittente
- Leopardi, Monaldo
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 10 gennaio 1829
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Roma 10 del 1829.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Mio caro Figlio. Mi è stato carissimo il ricevere i vostri caratteri, e tanto più quanto che me li avete diretti dalla nostra casa
- Explicit
- Spero che un giorno ne rimarrà convinto, se non lo è già a quest'ora. Addio, mio caro Giacomo. Vi abbraccio, e vi benedico di cuore.
- Regesto
-
Impegnato nella causa contro Moroni da discutere innanzi al Tribunale della Sacra Rota, Monaldo partì per Roma nel gennaio 1829, ove si trattenne per circa sei mesi. Il conte esprime al figlio la gioia per aver ricevuto sue notizie, ancor più perché provenienti dalla casa di Recanati, dove avrebbe desiderato rivederlo. Accenna brevemente al maltempo arrivato a Roma. Racconta di aver partecipato a un’asta di libri, durante la quale alcune persone, riconoscendone il nome, hanno elogiato Giacomo, tra cui un padre agostiniano De Antoniis che afferma di averlo visto a Bologna. Manda i saluti degli Antici e chiede a Giacomo di salutare i fratelli, con un abbraccio particolare a Carlo, del quale non ha ancora ricevuto una lettera. Pur riconoscendo il dolore provocato dalla vicenda legata a Carlo, dichiara che lui e Adelaide sarebbero disposti a sacrificare il proprio dispiacere per la felicità del figlio, ribadendo però che non ritengono di dover modificare la loro posizione.
- Note
Risponde a una l. di Giacomo Leopardi che non si è conservata.
1. Il soggiorno a Roma fu vissuto da Monaldo con grande angoscia, e raccontato ai familiari tramite il mezzo epistolare. Già dai suoi esordi, l’esperienza nella capitale si era rivelata dura e difficile, e aveva costretto Monaldo a sfogare il 6 gennaio anche con la figlia Paolina i dissapori emotivi dipesi dalla nostalgia: «Grazie a dio sto bene, ma vivo strapazzato come non ho mai fatto, e il Signore me la mandi buona. Jeri mi aveva preso una ipocondria che non conosco, e che è pure un orrido male […] Insomma per tutti i conti smanio di ritornare alla casa mia ed alla mia cara famiglia».
2. Nonostante il conte avesse citato gli Antici nella l., non fu ospite presso di loro durante il soggiorno romano. In una l. a Carlo Antici del Natale 1828, Monaldo comunicò all'amico l'intenzione di trovare una sistemazione per sé, per dedicarsi agli studi: «Ho bisogno di libertà intiera, di ore scompatte, di ordine, di disordine, e insomma di stare in un tugurio dove io sia l’alfa e l’omega».
3. L'autografo è in casa Leopardi.
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1379, vol. V, p. 174
- Leopardi 1988b, lettera n. 150, pp. 223-224
- Leopardi 1998, lettera n. 1414, vol. II, pp. 1601-1602
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 18 aprile 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1414