Leopardi · Lettera n. 1365

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Carlo Orazio
Data
18 settembre 1828
Luogo di partenza
Firenze
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
18. Sett. L'indicazione dell'anno, altrimenti assente, è assegnata dalla critica; l'indicazione del luogo, altrimenti assente, è tratta dai bolli postali
Lingua
italiano
Incipit
Carluccio mio. Purchè tu mi conservi te stesso, e quel tuo cuore,
Explicit
e di trovarmi tra molti buoni amici, per tornare a star con te, che mi sei sinonimo di vita. Addio.
Regesto

Giacomo promette di essere a Recanati non appena le condizioni climatiche glielo consentano: egli, infatti, detestava viaggiare con il caldo, che minava fortemente le sue condizioni fisiche. Aspettava, così, i primi freddi per fare ritorno a casa e supportare Carlo nella situazione difficile che lo vedeva coinvolto. Gli confessa di aver «rinunziato spontaneamente al piacere di vivere in città grande, e di trovarmi tra molti buoni amici» per stare accanto a lui, «sinonimo di vita».

Note

Risponde alla l. di Carlo del 4 settembre 1828 [BL 1358].

Testimoni
  • Roma, Archivio privato Raffaele Garofalo, E.VI.5, 13 Giacomo Leopardi, c. 1r-v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 207 x 150.
    Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, correzioni, segno di sigillo.

    Note: Autografo, senza firma.
    Inviata a Carlo Leopardi, la lettera rimase tra le carte del fratello di Giacomo Leopardi, dalle quali venne alienata in circostanze ad oggi non accertate, e forse con l'intervento della seconda moglie di Carlo, Teresa Teja vedova Pautas, che alla morte del (secondo) marito era divenuta depositaria del suo patrimonio. Successivamente la lettera dovette entrare nel circuito del collezionismo privato, giungendo infine nella mani di Raffaele Garofalo, importante chirurgo e studioso romano. [Fonte: Manus]
    Il riesumatore dell'autografo è Gioele Marozzi, che ne trascrive il testo nell'Appendice del paragrafo dedicato alle ll. inviate al fratello Carlo [Marozzi 2023: pp. 130-131].
    Il testo si dispone sul solo recto.
    Non si segnalano interventi significativi a testo, se non l'aggiunta della parola «ha», inserita sopra la riga con il consueto segno d’appicco leopardiano a forma di “v” capovolta.
    A c. 1v. è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [FIRENZE] e di ricezione, di cui è possibile leggere anche la data, malgrado l’inchiostro consumato: 20 SETTEMBRE.
    È presente la traccia del sigillo di chiusura [visibile anche al recto] che ha causato un assottigliamento del foglio al centro del lato destro e del lato superiore.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 15 dicembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1365