Leopardi · Lettera n. 1316
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Leopardi, Monaldo
- Data
- 22 luglio 1828
- Luogo di partenza
- Firenze
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Firenze 22 luglio
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Mio caro Papà. Dopo essere stato in qualche agitazione per la mancanza delle sue nuove, ricevetti il giorno 17 la cara sua dei 4, a tredici giorni di data, come Ella vede.
- Explicit
- Avrà Ella ricevuto le tre mie dell'uno, dell'8, e del 15?
- Regesto
-
Per accondiscendere all'atteggiamento di un padre ferito dalla morte precoce di un figlio e dalle disgrazie naturali che avevano danneggiato i poderi famigliari, Leopardi commentò la morte di Andrea Broglio senza scostarsi di molto dalle affermazioni paterne, benché la pensasse, chiaramente, in modo diverso. Del pensiero di Broglio, Leopardi poteva non condividere, forse, i «gesti romantici dettati da un pathos astratto e da un impulso all'"amore universale"» [Leopardi 2006: p. 1485]. Il resto della l. è dedicato a fare il punto della situazione sulle ll. inviate a Monaldo e da lui ricevute, panoramica resa necessaria dai disguidi postali che colpivano la tratta Firenze-Recanati e che rendevano impossibile una linearità nella comunicazione.
- Note
Risponde alla l. di Monaldo Leopardi del 4 luglio 1828 [BL 1302].
1. 1. Come ha più volte sottolineato la critica, tra Monaldo e Saverio esistevano delle divergenze politiche appianate e compensate da una condivisa passione per l’erudizione. Le tendenze rivoluzionarie di Saverio Broglio, che avvicinarono Giacomo Leopardi alle idee repubblicane, non intralciarono il sodalizio amichevole con Monaldo, interessato più che altro alla comunanza di interessi letterari e attento a non affievolire un legame tra famiglie testimoniato anche dalla corrispondenza tra il conte Leopardi e uno dei figli di Saverio, Venanzo. Lo scambio epistolare con il conte Broglio, che si estende per un arco cronologico compreso tra il 1803 e il 1834, infatti, è permeato da un tono amichevole che prende forma in una serie di disquisizioni letterarie e questioni amministrative. Andrea Broglio aveva scelto la carriera militare, arruolandosi come volontario nella Guardia Reale di Milano, combattendo come ufficiale a seguito di Napoleone Bonaparte nella Campagna di Russia. Successivamente, combatté tra le schiere di Gioacchino Murat, dopo la sconfitta del quale lasciò lo Stato pontificio grazie a un passaporto procuratogli dal padre. A seguito della fuga, partì alla volta della Grecia. Broglio ha lasciato un ricco carteggio con la famiglia, che testimonia a pieno i suoi spostamenti e i suoi viaggi e le esperienze relative alla militanza nell'esercito napoleonico. Come evidenziato da Meschini, «considerati i rapporti di vecchia data che legavano i Broglio ai Leopardi, è ipotizzabile che le gesta militari di Andrea abbiano esercitato un certo ascendente sull'immaginario adolescenziale di Giacomo, lasciando qualche traccia nelle canzoni patriottiche del 1818, non di molto posteriori alla Campagna di Russia, che in esse viene menzionata [...] I racconti delle imprese napoleoniche, sentiti direttamente dal Broglio o indirettamente trasmetti da terzi [...] possono dinque aver avuto una risonanza non trascurabile nell'animo del giovane Leopardi, e grazie alle loro suggestioni romanzesche, possono aver contribuito a creare quell'atmosfera di esaltazione e di acceso entusiasmo per gli ideali libertari e patriottici che trovarono espressione letteraria in entrambe le liriche giovanili e determinarono, forse, l'istituzione di una "censura domestica" contro un figlio che la pensava "da liberale in politica"» [Meschini 2001: p. 167].
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXIII.4, c. doc.4
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti.Lettera firmata, firma autografa.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXIII.4, c. doc.4
- Edizioni
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- Leopardi 1892a, lettera n. 579, vol. II, p. 314
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 579, vol. II, p. 314
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1288, vol. V, pp. 117-118
- Leopardi 1949, lettera n. 620, p. 861
- Leopardi 1988b, lettera n. 130, p. 208
- Leopardi 1997, lettera n. 69, p. 140
- Leopardi 1998, lettera n. 1316, vol. II, p. 1532
- Leopardi 2006, lettera n. 620, pp. 837-838
- Bibliografia
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- Meschini 2001b = Michela Meschini, Andrea Massimiliano Broglio D'Ajano (Recanati 1788 - Anatolico, 23 maggio 1828), in Microcosmi leopardiani. Biografie, cultura, società, a cura di Alfredo Luzi, Fossombrone, Metauro Edizioni, 2001, pp. 353-357
- Meschini 2001 = Michela Meschini, Le imprese di Andrea Broglio e di Giacomo Beltrami: postille in margine alla «divisata fuga» del giovane Leopardi, in Microcosmi leopardiani. Biografie, cultura, società, a cura di Alfredo Luzi, Fossombrone, Metauro Edizioni, 2001, pp. 161-174
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 16 aprile 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1316