Leopardi · Lettera n. 1284

Mittente
Leopardi, Monaldo
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
19 giugno 1828
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Firenze
Note alla data
Recanati 19. Giugno 1828.
Lingua
italiano
Incipit
Mio caro Giacomo. Ricevo la cara vostra dei 10 scritta da Firenze, e conosco dalla medesima che non avevate ricevuta l'ultima mia scrittavi in Pisa
Explicit
Io vi benedico con tutto il cuore.
Regesto

Monaldo scrive a Giacomo per alcuni aggiornamenti familiari e personali. Lamenta che il figlio non abbia ricevuto una precedente lettera inviatagli a Pisa e l'edizione degli Inni sacri manzoniani con prefazione monaldiana inoltratagli tramite Pierfrancesco. In realtà, Giacomo aveva già risposto il 17 giugno confermando l'avvenuta ricezione, ma il padre non aveva ancora avuto la l. [BL 1282]. Comunica che in famiglia stanno tutti bene, ma si rammarica per i disturbi di salute che il viaggio ha arrecato a Giacomo, esortandolo a prendersi cura di sé, a scrivere spesso e a viaggiare solo se in buone condizioni.
Monaldo riferisce inoltre che Adelaide ha appreso da alcune pubblicazioni che monsignor Muzzarelli, letterato e uomo politico bolognese, nutre grande stima per Giacomo. La causa legale di Monaldo contro il conte Michele Moroni si stava avvicinando, e Adelaide desidera che Giacomo raccomandi il padre all’attenzione benevola del prelato.
Informa infine che domenica 22 giungeranno in visita gli Antici, e commenta con scetticismo la buona riuscita dell'operato di Bunsen, che aveva proposto un papabile impiego per Giacomo nella Cancelleria del Censo.

Note

Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 10 giugno 1828 [BL 1274].
1. Monaldo era in contatto epistolare con monsignor Muzzarelli, a cui risulta spedita una l. datata 22 novembre 1842. L'erudito, inoltre, faceva visita a casa Leopardi, ed era solito scambiarsi con il conte recanatese documenti autografi di varia natura. Una l. di Monaldo a Raffaele De Minicis, ad esempio, testimonia come alcune lettere autografe del Colucci e una di Metastasio, conservate prima nella biblioteca recanatese, furono poi cedute al Muzzarelli: «Del Colucci avevo una o più lettere originali, che donai a Mons. Muzzarelli insieme con una del Metastasio» (l. del 30 gennaio 1841). Un altro riferimento alle visite ricevute dal Muzzarelli si ritrova ancora nel carteggio col fermano De Minicis: «Mons. Muzzarelli mi onorò con una sua visita, e mi lasciò il Libro sulle lettere del Petrarca. I miei figli però più avidi di mè nelle cose letterarie, lo presero essi, e di poi quando io incominciavo a leggerlo mi venne richiamato, sicchè ne rimango quasi totalmente all’oscuro. Mi lusingavo che quel degno Prelato ripassasse di quà, ma ne ho perduta ormai la speranza, e dovrò rimandargli a Roma alcune Lettere originali del Mozzi che mi lasciò» (l. del 18 ottobre 1842). Per quanto riguarda le Epistole di Petrarca inn questione, è probabile che Carlo Emanuele Muzzarelli ne avesse conosciuto personalmente il traduttore, Ferdinando Ranalli, il quale, dopo una prima formazione seminariale in Ascoli e Fermo, si era spostato a Roma per seguire i corsi giuridici, e nel 1833 era stato introdotto proprio nel circolo del Muzzarelli, allora uditore della Sacra Rota.
2. L'autografo è in casa Leopardi.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 15 aprile 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1284