Leopardi · Lettera n. 1268
- Mittente
- Puccinotti, Francesco
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 1 giugno 1828
- Luogo di partenza
- Macerata
- Luogo di arrivo
- Pisa
- Note alla data
- Macerata 1 Giugno 1828 [precede la firma]
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Caro Leopardi indovina un poco qual'è stata la cagione
- Explicit
- Dimmi de' tuoi studi della tua salute e dell'animo tuo, e credimi sempre amico vero
- Regesto
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Dopo diversi mesi dalla lettera leopardiana, Puccinotti risponde, arrecando come scusa del suo ritardo il tentativo di comporre un elogio alle Operette Morali, di cui aveva ricevuto una copia dallo stesso Leopardi nella precedente corrispondenza. Fallita l’impresa, il Puccinotti non si risparmia nel tessere lodi all’opera dell’amico, per poi dare istruzioni circa l’invio dei materiali all’editore Mancini: questo, nel frattempo, aveva domandato allo Stella i manoscritti dei volgarizzamenti di Leopardi – Teofrasto, Isocrate ed Epitteto – senza però riuscire a combinare nulla: le sue carte sono infatti stimate un tesoro senza prezzo. Così, Mancini chiede quanto prima un esemplare delle Canzoni e dei Versi per poter procedere alla nuova edizione. Il tono allegro della lettera viene in parte smorzato dalle righe dedicate alla memoria del giovane fratello di Leopardi, Luigi, venuto a mancare da poche settimane.
- Note
La lettera risponde, con molto ritardo, alla leopardiana dell’11 gennaio 1828 [BL 1209].
Puccinotti citava nella sua Patologia induttiva proposta come nuovo organo della scienza clinica (Mancini-Cortesi, Macerata, 1828) due versi del Coro dei morti nel Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie.
Il fratello Luigi Leopardi morì a soli 24 anni nel maggio del 1828, come si apprende dal carteggio con i familiari e, in particolare, con il padre Monaldo [BL 1256].
Sull’accordo con Mancini di pubblicare alcuni dei volgarizzamenti leopardiani – Teofrasto, Isocrate ed Epitteto – e una edizione riveduta della Canzoni e dei Versi si rimanda alla corrispondenza intrattenuta con il Puccinotti negli ultimi mesi del 1827 [BL 1177; 1189: 1199; 1209]. Nello stesso giugno Leopardi scriveva a Brighenti, forse memore dell’intenzione dell’amico di ristampare i suoi versi, circa il progetto con Mancini, cercando il consenso per la nuova edizione delle Canzoni, alle quali si dovranno aggiungere altri due componimenti: Il risorgimento e A Silvia [BL 1277]. Brighenti, da parte sua, si dice d’accordo: il suo primo intento era quello di pubblicare le Canzoni con «altre Poesie», appunto i Versi del 1826, senza il corredo delle prose. Per sua ammissione, ne aveva stampati appena due fogli, ma avrebbe potuto continuare se Leopardi avesse desiderato, informandolo delle correzioni che andrà ad apportare: di questa nuova edizione rivista ne avrebbe stampate solo duecento esemplari [BL 1287].
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.275, cc. 1r-2v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti.Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: La lettera è conservata in un bifolio (cc. 1r-2v).
Il testo della lettera si dispone solo cu c. 1r, lasciando ampio il margine sinistro.
Il testo epistolare è suddiviso in due sezioni da un rigo tratteggiato; non si segnalano interventi a testo da parte dello scrivente. Le parole «dimmi de’ tuoi studi» (penultimo rigo) appaiono trascritti con un ductus minore e un tratto più fino, il che farebbe pensare che siano state apposte in un secondo momento, sempre contestuale però alla scrittura del testo epistolare. Si rilevano inoltre due sottolineature verticali, poste sul margine sinistro e a matita, con ogni probabilità seriori alla composizione della lettera. Al fianco della prima delle due sembra segnato un 2.
Bianche le cc. 1v-2r. Su c. 2v, oltre a leggersi l'indirizzo, si rileva traccia di un solo timbro postale, il cui inchiostro è di colore rosso; pur non essendo leggibile la data, si può desumere il timbro di ricezione (sembra leggersi: 6 | GIUGNO | 1828). Sono presenti tracce del sigillo in ceralacca rossa, la cui apertura ha causato una lacerazione nel margine destro di c. 2r. Si rilevano i segni di piegatura della lettera.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.275, cc. 1r-2v
- Edizioni
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- Leopardi 1932a, lettera n. 108, pp. 448-449
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1240, vol. V, p. 87
- Leopardi 1998, lettera n. 1268, vol. II, pp. 1497-1498
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 22 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1268