Leopardi · Lettera n. 1246
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Leopardi, Paolina
- Data
- 2 maggio 1828
- Luogo di partenza
- Pisa
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Pisa 2 Maggio 1828
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Paolina mia. Tu ti lagni del mio lungo silenzio.
- Explicit
- ma versi veramente all'antica, e con quel mio cuore d'una volta. Addio, addio.
- Regesto
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A giustificazione del «lungo silenzio» di cui Paolina lo rimproverava, Leopardi informò la sorella di averle inviato una l. evidentemente mai giunta a destinazione. Preoccupato per la salute dei suoi, affetti da febbre e raffreddori, ne chiede notizie auspicabilmente positive. Il poeta non aveva avuto febbre grazie alla «primavera» pisana, che certo gli procurava qualche incomodo, ma nulla di grave. Rassicura la contessa sul fatto che il terremoto avvertito in zona marchigiana non fosse stato percepito a Pisa e a Firenze. Grazie al «baratto di copie della Crestomazia», Leopardi è riuscito a procurarsi testi fra cui l'Histoire littéraire d'italie di Ginguené (Michaud, Paris, 1811-1819), che ricorda essere una delle letture preferite di Carlo. Prima di salutarla, il poeta confida alla sorella di essere riuscito «dopo due anni» a scrivere alcuni versi poetici «all'antica» e con il suo «cuore di una volta»: il riferimento è alle poesie A Silvia e Il risorgimento, composti in aprile, rispettivamente tra il 19 e 20, e tra il 7 e il 13.
- Note
Risponde alla l. di Paolina Leopardi del 23 aprile 1828 [BL 1243].
1. Leopardi nella l. informa la sorella di aver ultimato la Crestomazia poetica: in realtà, lo stesso giorno, scriveva a Stella affermando che il lavoro sarebbe risultato pronto a giugno per via della mancanza di «quei pochi libri» utili al suo completamento [cfr. BL 1247].
- Testimoni
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 148, c. 1r-v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 210 x 125.Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assente].
Note: Autografo, senza firma.
Filigrana: sigla intrecciata e 181[2] (si tratta della filigrana BONDON, censita nel catalogo Bernstein con il codice 254).
Inviata a Paolina Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
Il testo si dispone sia al recto che al verso.
A c. 1v si legge l'indirizzo.
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 148, c. 1r-v
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 382, vol. II, pp. 78-79
- Leopardi 1856, lettera n. 382, vol. II, pp. 79-80
- Leopardi 1892a, lettera n. 555, vol. II, pp. 290-291
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 555, vol. II, pp. 290-291
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1223, vol. V, pp. 74-75
- Leopardi 1949, lettera n. 593, pp. 835-856
- Leopardi 1998, lettera n. 1246, vol. II, pp. 1479-1480
- Leopardi 2006, lettera n. 594, p. 814
- Bibliografia
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- Ceragioli 1997 = Leopardi a Pisa: ...cangiato il mondo appar..., a cura di Fiorenza Ceragioli, Milano, Electa, 1997
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 24 gennaio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1246