Leopardi · Lettera n. 1237

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Paolina
Data
24 marzo 1828
Luogo di partenza
Pisa
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
L'indicazione dell'anno, altrimenti assente, è assegnata dalla critica.
Lingua
italiano
Incipit
Paolina mia. Quanto a Mamiani, sappi che chi per aver libri si rivolge all'autore, li vuole in dono
Explicit
Addio, Paolina mia. Bacia la mano per me a Babbo e a Mamma, e salutami tutti.
Regesto

Irritato per la proposta di Mamiani, che voleva ricevere la Crestomazia direttamente dall'autore o dall'editore Stella, Leopardi risponde che, ad oggi, è molto più semplice comprare il libro in autonomia presso un libraio, piuttosto che riceverlo per posta dalla Toscana. Per lo stesso motivo il poeta aveva rinunciato a spedirne una copia alla famiglia. Esprime la sua preoccupazione circa la salute precaria della Politi e di Paolina Mazzagalli, comunicategli da Paolina tra gli aggiornamenti recanatesi. Alla sorella, il poeta rimette delle informazioni per Monaldo: a Pisa, Leopardi aveva incontrato Antonio Rossi il quale, al tempo delle invasioni francesi, aiutava il generale Federico Pignatelli, ed era stato ospitato in casa da Monaldo. Il cavalier Rossi aveva rimesso a Giacomo espressioni di accorata gratitudine su quell'ospitalità, di cui conservava un ricordo bellissimo grazie alla gentilezza di Monaldo e Adelaide, che gli avevano anche offerto aiuto nel caso in cui dovesse mettersi in salvo dai «Tedeschi». In chiusura, il poeta informa Paolina di aver ricevuto un nuovo libro di Pepoli, L'Eremo. Epistola in versi (Dall'Olmo, Bologna, 1828), di cui le risparmia la spedizione, perché l'avrebbe annoiata tanto quanto avrebbe annoiato lui se lo avesse letto.

Note

Risponde alla l. di Paolina Leopardi del 5 marzo 1828 [BL 1229].
1. Pepoli aveva dedicato l'opera citata a Leopardi. In capo al testo, infatti, appare la dicitura Versi a Giacomo Leopardi in morte di Livia Strocchi. Circa la spedizione del libro, Damiani riporta il punto di vista di Dionisotti, ritenuto ancora valido: «Leopardi non aveva bisogno, anzi era insofferente, dei richiami poetici che gli giungevano da lontano dal Pepoli, ma è inevitabile che la data, 1827-28, del lamento per la quindicenne Livia Strocchi, ricordi a noi l'imminente compianto di Silvia e Nerina» [la citazione è tratta da Carlo Dionisotti, Appunti sui moderni, il Mulino, Bologna, 1988, p. 141; Damiani la riporta in Leopardi 2006, p. 1470].

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 147, cc. 1r-2v
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 210 x 125.
    Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo, senza firma.
    Filigrana: BONDON (filigrana censita nel catalogo Bernstein con il codice 254).
    Inviata a Paolina Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
    Il testo si dispone sulla sola c. 1r-v; bianca la c. 2r.
    A c. 2v si legge l'indirizzo. [Fonte: Manus]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 24 gennaio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1237