Leopardi · Lettera n. 1233

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Pepoli, Carlo
Data
19 marzo 1828
Luogo di partenza
Pisa
Luogo di arrivo
Bologna
Note alla data
Pisa 19 Marzo 1828
Lingua
italiano
Incipit
Mio caro amico Senza far torto all'Epistola, ti dico che
Explicit
e perciò sono obbligato a scriver breve. Ti abbraccio, con tutta l'anima, carissimo mio Pepoli, e ti saluto.
Regesto

In questa lettera, Leopardi loda il poemetto inviatogli da Pepoli [L'Eremo. Versi di C. P. in morte di Livia Strocchi], preferendolo all'Epistola in versi a lui dedicata [L'Eremo. Epistola in versi di C.P. al conte Giacomo Leopardi]. Liquidata in maniera sbrigativa la materia letteraria, Leopardi si dice dispiaciuto del cattivo stato di saluto del Pepoli e della sorella Anna. Dal canto suo, malgrado non abbia patito il freddo invernale, Giacomo è stato colpito ancora dalla sua malattia agli occhi, che lo costringe a scrivere solo per poco tempo. Al solito, si raccomanda alla cerchia degli amici bolognesi: il Costa, il Marchetti e la Martinetti.

Note

La lettera risponde a quella del Pepoli del 25 febbraio 1828 [BL 1225].
Sia L'Eremo. Versi di C. P. in morte di Livia Strocchi che L'Eremo. Epistola in versi di C.P. al conte Giacomo Leopardi erano apparsi a Bologna, per la Tip. Dall'Olmo nel 1828.
Leopardi, si deduce dal modo sbrigativo con cui liquita l'argomento, non ha in realtà letto i versi del Pepoli, come si legge anche nella lettera a Paolina del 24 marzo 1828 [BL 1237]. Si fa sempre più chiara la cesura tra Leopardi e il Pepoli, che non riesce ad essere colmata dal solo scambio epistolare. A ben vedere, infatti, se Pepoli fa accenno nelle sue lettere principalmente ai suoi componimenti, Leopardi vira su argomenti di carattere ben più generale, concernenti i passatempi e lo stato di salute del suo corrispondente.

Testimoni
  • Roma, Biblioteca nazionale centrale, Autografi, A.116.33/5, c. 1r-v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 210 x 125.
    Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: La lettera è rimasta a Carlo Pepoli, se non fino alla sua morte, almeno fino al 1872, data dell'annotazione apposta alla lettera. Entrata nel mercato antiquario, venne acquisita dal libraio Torrino per poi essere acquistata, nel 1939, dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

    La lettera è conservata, insieme ad altre sei, dentro una cartellina con annotazioni a proposito di mittente, destinatario ed estremi del contenuto.

    Il testo si dispone sul solo recto
    Nella c. 1v, oltre l’indirizzo, si rilevano i segni della piegatura, del sigillo giallo di chiusura, la cui apertura ha causato uno strappo al centro in basso, e i timbri postali di spedizione e ricezione. In alto a destra, sempre a c. 1v, è presente un’annotazione di Carlo Pepoli scritta con due inchiostri diversi: quello precedente, bruno chiaro, scrive «Giacomo Leopardi»; quello successivo, nero, annota «Leopardi | = Giacomo Leopardi - | fu mio amicissimo = è un ono | re per me! | 11 Lulgio 1872 | CPepoli -».
    Filigrana: BONDON [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Dionisotti 1988 = Carlo Dionisotti, Appunti sui moderni: Foscolo, Leopardi, Manzoni e altri, Bologna, Il Mulino, 1988
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 21 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1233