Leopardi · Lettera n. 1231

Mittente
Pepoli, Carlo
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
10 marzo 1828
Luogo di partenza
Bologna
Luogo di arrivo
Pisa
Note alla data
Di Bologna il 10 Marzo 1828 [segue la formula di saluto iniziale]
Lingua
italiano
Incipit
Caro Leopardi. Eccoti que' librettini con que' versi di che scrissi
Explicit
Fa' di comandarmi e sta' sicuro ch'io sarò eternamente
Regesto

Pepoli ha inviato a Leopardi i versi de L'Eremo, in morte di Livia Strocchi; il Pepoli, nel consegnare il lavoro a Leopardi, evidenzia la mancata leggiadria nel suo poemetto, frutto di un lavoro rapido e ostacolato dal cattivo stato di salute, promettendo le dovute revisioni in un futuro prossimo. La lettera si chiude con il saluto degli amici bolognesi e della sorella Anna. Pepoli allega poi alla lettera un biglietto, ad oggi perso, contenente i versi censurati che nell'edizione a stampa non potevano leggersi.

Note

La lettera segue alla leopardiana del 25 febbraio 1828 [BL 1225].
Il Pepoli invia dunque i 3 canti del suo L'Eremo. Versi di C. P. in morte di Livia Strocchi, allegando anche un foglietto con i versi censurati, ad oggi perso.
Leopardi fa accenno a questo dono del Pepoli in una lettera a Paolina del 24 marzo, decidendo però di non inviarglielo in lettura «perché credo vi seccherebbe, come avrebbe fatto a me se l'avessi letto» [BL 1237]. I versi in morte della Strocchi verranno poi effettivamente rivisti, insieme alla struttura dell'intero componimento che sarà suddiviso non più in 3 bensì in 4 canti, dedicati non più a Giacomo ma all'Accademia delle Scienze.
La mancata cura nella composizione dei versi, così come l'assenza di leggiadria e, più in generale, il modo di fare e concepire l'attività letteraria, fanno del Pepoli degno poeta del secolo decimo nono (per cui si rimanda anche a Zib. 4301, 5 febbraio 1828).

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.249, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti.
    Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: La lettera si compone di un bifolio (cc. 1r-2v).
    Il testo si dispone solo sulla c. 1r, lasciando ampio spazio tra la formula di saluto iniziale e il resto del corpo epistolare.
    Il poscritto, che segue i saluti, fatta eccezione per le due righe iniziali, si dispone sulla sola colonna di sinistra, arrivando a occupare il margine inferiore; il testo non presenta interventi o cancellature evidenti.
    Le cc. 1v e 2r sono bianche; sulla c. 2v è presente l’indirizzo, sul quale è apposta una barra verticale; intorno all'indirizzo, vi sono altre note, apposte da penne diverse: in altro a sinistra sembra leggersi «Franca» (con sottolineatura); in basso un appunto, anche questo apposto da altra penna: "150 comprese le Ass.". Si rilevano inoltre segni di piegatura verticali e orizzontali. Vi sono tracce del sigillo di ceralacca su c. 2v. Presente sulla c.2v il timbro postale di spedizione («BOLOGNA | AFFRANCATA») e di ricezione, datato al: 12 | MARZO | 1828.
    Filigrana: assente.

Edizioni
Bibliografia
  • Dionisotti 1988 = Carlo Dionisotti, Appunti sui moderni: Foscolo, Leopardi, Manzoni e altri, Bologna, Il Mulino, 1988
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 21 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1231