Leopardi · Lettera n. 1224
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Papadopoli, Antonio
- Data
- 25 febbraio 1828
- Luogo di partenza
- Pisa
- Luogo di arrivo
- Venezia
- Note alla data
- Pisa 25 Feb. 1828
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Mio carissimo. La tua dei 10 mi ha fatto molto piacere, e più me ne avrebbe fatto
- Explicit
- Non so se avrò voglia di darmene pensiero. Addio: voglimi sempre bene, e credimi tutto tuo.
- Regesto
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Giacomo risponde alla lettera del 10, dicendo di aver letto e apprezzato il romanzo del Manzoni, uomo che gli suscitò per altro molta simpatia, avendolo incontrato a Firenze. Un parere diverso viene invece riservato al poema della Malvezzi, di cui aveva avuto modo di vedere anche il manoscritto. La sua salute non migliora e dice di aver dimenticato le attività di scrivere e pensare, attività inutili a pensare alla natura della critica che si trova in Italia. Si dice incerto di volere intraprendere una sua edizione delle traduzioni dal greco, sebbene gliene abbiano fatto richiesta dalle Marche.
- Note
Le 16 lettere inviate da Leopardi al Papadopoli confluirono inizialmente nell’archivio privato Papadopoli-Aldobrandini, fonte cui attinse Prospero Viani. In seguito al matrimonio dell’erede della famiglia, le carte vennero annesse alla collezione Arrivabene Valenti Gonzaga. Alcuni degli autografi entrarono, per dinamiche ancora oggi ignote, nel mercato antiquario, come la presente lettera. Descritta prima da Flora, venne assegnata da Piero Bigongiari nel 1988 a un archivio privato che, ad oggi, mantiene l'anonimato, concedendo una riproduzione fotografica che si conserva presso il Centro Studi di Recanati.
La lettera risponde a quella del Papadopoli del 10 febbraio 1828 [BL 1217].
Leopardi ha conosciuto Manzoni a Firenze, lunedì 3 settembre 1827, presso il Palazzo Buondelmonti, sede del Gabinetto Viesseux [BL 1135]; il parere sul romanzo - I promessi sposi (ed. 1825-1827) - dovette cambiarlo al momento della lettura. Il 23 agosto del 1827 informa lo Stella sulle voci circolanti a Firenze a proposito del romanzo «del quale io ho solamente sentito leggere alcune pagine»; a una settimana, più tranchant appare il giudizio leopardiano, chiedendo al Brighenti: «hai tu veduto il suo romanzo, che fa tanto romore e val tanto poco?». In effetti, Leopardi lesse l’opera manzoniana, apparsa in contemporanea alle Operette, solo nel mese di novembre 1827, come attesta anche l’Elenco di letture [IV]; nello stesso elenco, registrato al mese di settembre, appare anche il nome della Malvezzi, in riferimento alla traduzione di un’ecloga di Pope.
Leopardi deve aver visto il manoscritto del «poemettuccio» (La cacciata del tiranno Gualtieri accaduta in Firenze l’anno 1343, Magheri, Firenze, 1827) della Malvezzi a Bologna, durante le soste presso la casa della donna [BL 958].
La proposta di stampare alcuni suoi lavori doveva arrivare dagli stampatori Mancini di Macerata, come si evince dal carteggio tra Puccinotti e Leopardi tra il novembre e il dicembre 1827 [BL 1177; 1189].
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 373, vol. II, pp. 69-70
- Leopardi 1856, lettera n. 373, vol. II, pp. 69-70
- Leopardi 1892a, lettera n. 373, vol. II, pp. 69-70
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 544, vol. II, pp. 278-279
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1202, vol. V, pp. 58-59
- Leopardi 1949, lettera n. 582, pp. 825-826
- Leopardi 1998, lettera n. 1224, vol. II, p. 1460
- Leopardi 2006, lettera n. 583, p. 804
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 20 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1224