Leopardi · Lettera n. 1213
- Mittente
- Pepoli, Carlo
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 27 gennaio 1828
- Luogo di partenza
- Bologna
- Luogo di arrivo
- Pisa
- Note alla data
- Di Bol.a 27 g.o 1828 [precede la firma]
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Caro Amico. Io ti domandava licenza d'intitolarti alquanti versi
- Explicit
- [...] e tutti gli amici tuoi si raccomandano alla tua memoria, io al tuo cuore. Fa di star sano e d'amarmi. Addio.
- Regesto
-
Il Pepoli spiega che, a causa del suo cattivo stato di salute, non ha potuto stampare ancora i suoi versi: l'Eremo, in memoria di Livia Strocchi; al contrario, è stato pubblicato all'inizio del 1828 L'Eremo. Epistola in versi di Carlo Pepoli al conte Giacomo Leopardi. Si tratta, spiega il Pepoli, di frivolezze che sono state tuttavia in grado di allietare le amarezze. La lettera si chiude con i saluti della sorella Nina, del Marchetti e del resto dell'entourage bolognese che Leopardi aveva ricordato nella corrispondenza precedente.
- Note
La lettera risponde alla leopardiana del 28 novembre 1827 [BL 1178].
Non abbiamo notizie, oltre al poemetto di dedica a Leopardi, che il Pepoli avesse in mente di dedicargli anche un secondo testo in forma di epistola. Forse il riferimento è a L'Eremo. Epistola in versi di C. P. che sul frontespizio recita: L'Eremo. Epistola in versi di Carlo Pepoli al conte Giacomo Leopardi, pubblicato a Bologna per la tipografia Dall'Olmo agli inizi del 1828.
Oltre alla cattiva salute, anche la censura dovette impedire in un primo tempo la pubblicazione del poemetto dedicato a Leopardi - L'Eremo. Versi a Giacomo Leopardi del conte Carlo Pepoli in morte di Livia Strocchi -, come si evince dalla lettera del Pepoli del 10 marzo 1828 [BL 1231]; superati gli ostacoli, il poemetto andrà in stampa nello stesso 1828. Una volta letto, Leopardi, non molto entusiasta, lo invierà a Paolina, che lo riceverà il 5 marzo 1828 [BL 1229]; secondo la critica [LEOPARDI 2023] l'episodio deve aver ispirato a Leopardi due celebri note zibaldoniane, Zib. 4301-4302 (5 e 15 febbraio 1828).
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.248, cc. 1rv
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti.Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: Il testo si dispone sulla c. 1r, lasciando significativo spazio bianco tra la formula di saluto iniziale e il resto del corpo epistolare.
Il testo non presenta interventi o cancellature evidenti, se non due sottolineature.
Sulla c. 1v, oltre all’indirizzo, si rilevano segni di piegatura verticali e orizzontali e le tracce del sigillo di ceralacca, la cui apertura ha causato una lacerazione della carta nel margine sinistro, senza inficiare sulla sostanza del testo epistolare. Sulla medesima carta sono presenti i timbri postali, di invio («Bologna») e ricezione; di quest'ultimo, di inchiostro rosso, è possibile ricostruire la datazione: 13 | FEBBRAIO |1828.
Filigrana: assente.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.248, cc. 1rv
- Edizioni
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- Leopardi 1932b, p. 98
- Leopardi 1932a
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1191, vol. V, p. 47
- Leopardi 1998, lettera n. 1213, vol. II, pp. 1448-1449
- Leopardi 2023, lettera n. 11, pp. 117-119
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Nomi citati
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 21 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1213