Leopardi · Lettera n. 1201

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Vieusseux, Giovan Pietro
Data
31 dicembre 1827
Luogo di partenza
Pisa
Luogo di arrivo
Firenze
Note alla data
Pisa 31 Dicembre 1827
Lingua
italiano
Incipit
Mio carissimo amico. Vi debbo infiniti ringraziamenti per le tante gentilezze
Explicit
Addio, mio carissimo Vieusseux. Sono proprio impaziente di riabbracciarvi. Intanto amatemi come io v'amo.
Regesto

Leopardi, dicendosi dispiaciuto per «l'affar di Torino» [cfr. BL 1200], giudica l'articolo di Tommaseo su I Promessi Sposi di Manzoni un po' troppo tendente alla «divinizzazione» dell'autore. Declina, poi, l'invito di Vieusseux a produrre una scheda bibliografica sulle Rime e prose del Marchetti (Stamperia delle Muse, Bologna 1927), per mancanza di tempo a causa degli impegni profusi per Stella nella redazione della Crestomazia poetica; allo stesso modo, rifiuta di scrivere della collana de' Classici latini ideata da Giuseppe Pomba, sulla quale Giacomo aveva sempre espresso pareri negativi, anche nella corrispondenza con il padre, Monaldo, che gli aveva chiesto se valesse la pena possederla in biblioteca. Trasmettendo i suoi saluti per gli amici di Firenze, Leopardi congeda Vieusseux.

Note

Risponde alle ll. di Giovan Pietro Vieusseux del 24 e 27 dicembre 1827 [BL 1197 e 1200].
1. Sia Monaldo che Giacomo non avevano una buona opinione della Collectio Latinorum Scriptorum cum notis di Giuseppe Pomba, come dimostra una l. spedita a Melchiorri il 29 agosto 1823 [BL 583]: «Mio padre non crede bene di prendere la collezione di Torino, perchè se si considera come collezione de' classici, egli ha già quella di Manheim, ch'è molto più corretta; se si considera come collezione dei Variorum, in questa parte l'edizione di Torino non vale propriamente nulla, come, se vi ricordate, siamo convenuti insieme più volte». Un riferimento alla collana si trova anche in una l. al Brighenti [BL 689]: «credo bene di avvertirvi (se forse aveste intenzione di far molto uso dei classici di Torino) che quella edizione, come voi potrete conoscere osservandola, è tanto pessima quanto bella. La scelta dei testi, quella dei commentarj, la correzione tipografica, ogni cosa è intollerabile. Vi dico sì per sentimento mio, che ho avuto occasione di esaminarla a Roma, e sì per opinione di alcuni insigni filologi forestieri, che me ne parlarono meravigliandosi della cattivissima direzione di quell'impresa».

Testimoni
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Vieusseux, Carteggio, 57.114, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 210 x 124.
    Lettera firmata, firma autografa, segni di piegatura.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di una carta.
    Il testo si dispone sulla sola c. 1r-v; bianca la c. 2r-v.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.
    Sono evidenti i segni di una piegatura in quattro, ma sono assenti indirizzo, bolli postali e sigillo di chiusura, con ogni probabilità perché la lettera venne consegnata a un vettore o possedeva un involto esterno.

    Da Manus: Inviata a Giovan Pietro Vieusseux, la lettera rimase tra le carte del direttore dell'Antologia, finché queste non vennero cedute dagli eredi alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Edizioni
Bibliografia
  • Benucci et al. 2001 = Leopardi nel carteggio Vieusseux. Opinioni e giudizi dei contemporanei (1823-1837), a cura di Elisabetta Benucci, Laura Melosi, Daniela Pulci, Firenze, Olschki, 2001
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1201