Leopardi · Lettera n. 1198

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Monaldo
Data
24 dicembre 1827
Luogo di partenza
Pisa
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Pisa 24 Decembre 1827.
Lingua
italiano
Incipit
Carissimo Sig. Padre | La carissima sua ultima non ha lasciato di contristarmi sensibilmente coi rimproveri, quantunque amorosi, che essa contiene.
Explicit
Le chiedo la benedizione, e baciandole tenerissimamente la mano, con tutta l'effusione del cuore mi ripeto
Regesto

Leopardi risponde con affetto e sensibilità, ma anche con fermezza, ai rimproveri ricevuti dal padre riguardo alla freddezza delle sue ll., imputandola non a mancanza d’amore, bensì all’assenza di novità nella sua vita e a un’antica abitudine di riserbo affettivo. Egli esprime con forza e sincerità il proprio affetto filiale e la profonda gratitudine per l’amore e i benefici ricevuti dal padre, dichiarando che, potendo, darebbe volentieri per lui la propria vita.
Spiega quindi le ragioni pratiche e sanitarie che lo hanno indotto a stabilirsi a Pisa per l’inverno: il viaggio verso Recanati sarebbe stato per lui troppo oneroso e faticoso, e il soggiorno invernale ivi, data l’umidità e il clima sfavorevole, gli avrebbe gravemente nuociuto alla salute, come già sperimentato in passato. Al contrario, Pisa offre un clima mite, perfetto per fare moto — per lui necessario alla salute fisica e mentale — e condizioni più favorevoli al suo benessere generale.
Conclude riaffermando ciò che Monaldo avrebbe voluto sentirsi dire: poter un giorno tornare a vivere stabilmente accanto al padre e alla famiglia, a condizione che ciò sarebbe risultato compatibile con la sua salute e la possibilità di dedicarsi allo studio. Accenna infine all'opera di Brunet, Manuel di Libraire et de l'Amateur de livres (Brunet et Leblanc, Paris 1810, 3 voll.), come la migliore per definire il valore degli incunaboli presenti nella biblioteca di casa; tuttavia, il testo risultava particolarmente oneroso in termini economici, e il poeta propone dunque di continuare la ricerca bibliografica. Chiedendo la benedizione paterna, e firmandosi con affetto filiale, Leopardi saluta il padre.

Note

Risponde alla l. di Monaldo Leopardi del 15 dicembre 1827 [BL 1195].

Testimoni
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Autografi Ferrajoli, Raccolta Ferrajoli, Scatola 48, cc. 7414-7432, cc. 1r-2v
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 250 x 209.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Filigrana: - c. 1: BONDON [filigrana censita nel catalogo Bernstein con il codice 254]; - c. 2: sigla intrecciata e 1812.
    Inviata a Monaldo Leopardi, la lettera potrebbe essere stata ceduta dai figli Paolina e Pierfrancesco a qualche studioso o appassionato, sebbene tra le carte conservate in casa Leopardi non sia stata ancora rinvenuta una prova in tal senso. Ad ogni modo, in circostanze ad oggi non accertate, l'autografo giunse nelle mani di Gaetano Ferrajoli, entrando a far parte della sua collezione confluita poi nel patrimonio della Biblioteca.
    Il testo si dispone sulle cc. 1r-2r.
    A c. 2v si legge l’indirizzo. [Fonte: Manus]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 10 aprile 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1198