Leopardi · Lettera n. 1179
- Mittente
- Leopardi, Carlo Orazio
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 30 novembre 1827
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Pisa
- Note alla data
- 30 Nov.e 1827.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Mio Buccio. Due ore dopo che ebbi ricevuta la tua cara dei 21, il libro di Peppe era in mia mano.
- Explicit
- Scrivesti che Bunsen passerebbe di qui: se sapessi il giorno preciso, vorresti che mi gli presentassi io o Babbo in tuo nome, con una tua lettera?
- Regesto
-
Dopo essersi informato sul metodo più conveniente per far recapitare a Giacomo i due libri da lui richiesti (il secondo tomo delle Leçons de littérature et de morale di Noël e Delaplace, di proprietà del cugino Giuseppe Antici, e l'Antologia italiana curata da Francesco Brancia), Carlo informa Giacomo di aver spedito sotto traccia a Brighenti il volume del Brancia, ma di non essere ancora riuscito a trovare la soluzione migliore per l'altro testo, più «delicato». I due libri servivano a Leopardi per la redazione di una antologia della poesia, un progetto fortemente caldeggiato da Stella dopo il successo ottenuto dalla Crestomazia della prosa. A proposito di quest'ultima opera, Carlo chiede al fratello di fargliela avere il prima possibile. Ha da poco, infatti, ricevuto l'edizione delle Operette morali pubblicata quell'anno per i tipi di Stella. Per favorire la circolazione delle opere leopardiane fra i locali marchigiani, Carlo aveva proposto a Giacomo di spedire qualche copia dei suoi libri a Giuseppe Morici, libraio recanatese e amico di famiglia dei Leopardi, il quale, accettando la proposta, si sentiva comunque trattenuto da qualche «proibizione». Chiede poi al fratello da quale sua opera il «Corriere delle Dame» avesse tratto la traduzione di alcuni versi di Simonide. Prima di chiudere la l., Carlo accenna alla questione dell'impiego presso la Prepositura del registro, rammentando a Leopardi di farne parola con Bunsen.
- Note
Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 21 novembre 1827 [BL 1173].
Come specificato da Damiani, i versi di Simonide in traduzione «erano quelli inseriti con alcune varianti nel capitolo X del Parini e poi confluiti nei Canti XL».
L'autografo del documento è conservato in casa Leopardi.
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1159, vol. V, pp. 19-20
- Leopardi 1998, lettera n. 1179, vol. II, pp. 1418-1419
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 novembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1179