Leopardi · Lettera n. 1166
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Papadopoli, Antonio
- Data
- 14 novembre 1827
- Luogo di partenza
- Pisa
- Luogo di arrivo
- Venezia
- Note alla data
- Pisa 14 Novembre 1827
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Caro il mio Papadopoli. Rispondo tardi all'affettuosa dei venti di Settembre
- Explicit
- Voglimi sempre bene, come te ne voglio io, che t'amo quanto me stesso. Addio, addio.
- Regesto
-
Giacomo si scusa per il ritardo con il quale risponde all’ultima lettera del Papadopoli del 20 settembre. Annuncia il suo arrivo a Pisa, dove ha trovato un clima mite, di certo migliore di quello fiorentino, e dove dice si fermerà fino all’aprile. A causa del suo stato di salute però, sarà costretto a rimandare il suo viaggio a Venezia, troppo oneroso da sostenere. Chiarisce poi che i materiali pronti, dal quale ha avuto notizia dal Giordani, sono in realtà ancora da sistemare. Chiede all’amico se ha avuto occasione di leggere le sue Operette Morali e la prima parte della Crestomazia. Lo Stella, conclude Giacomo, è rimasto ammaliato dal giovane Papadopoli, a seguito del loro incontro milanese nell'estate 1827.
- Note
Le 16 lettere inviate da Leopardi al Papadopoli confluirono inizialmente nell’archivio privato Papadopoli-Aldobrandini, fonte cui attinse Prospero Viani. In seguito al matrimonio dell’erede della famiglia, le carte vennero annesse alla collezione Arrivabene Valenti Gonzaga. Alcuni degli autografi entrarono, per dinamiche ancora oggi ignote, nel mercato antiquario. La missiva in questione, sebbene annoverata nella raccolta privata degli eredi Papadopoli, riusulta dispersa già nel 1841, in occasione della recensio svolta da Giovanni Ferretti. Se ne conserva solo la versione apografa, curata da Propospero Viani.
La lettera, inviata da Pisa, risponde a quella del Papadopoli del 20 settembre 1827 [1143]; la lettera era stata consegnata a Leopardi tramite Gino Capponi;
Leopardi prolungherà il soggiorno a Pisa, rimanendovi fino al giugno 1828 [BL 1274].
Il lavoro accennato al Papadopoli da Pietro Giordani doveva riferirsi all’Indice del mio Zibaldone, redatto tra il luglio e l’ottobre 1827; Leopardi fa accenno a «lavori da determinarsi» a partire dall’ordinamento di queste carte. Tra questi progetti, con ogni probabilità, rientra quel Dizionario filosofico e filologico di cui Leopardi aveva parlato allo Stella intorno alla metà del 1826 [BL 978; 991] e di cui ancora accenna nel carteggio con l’editore milanese del settembre 1827 [BL 1142].
Le Operette Morali erano apparse nel giugno 1827; pochi mesi a seguire, sempre per le cure dello Stella, verrà pubblicata la Crestomazia della prosa.
Papadopoli aveva incontrato Antonio Fortunato Stella a Milano il 30 giugno 1727 [BL 1100].
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 357, vol. II, p. 48
- Leopardi 1856, lettera n. 357, vol. II, p. 48
- Leopardi 1892a, lettera n. 357, vol. II, p. 48
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 523, vol. II, pp. 250-251
- Leopardi 1949, lettera n. 560, pp. 798-799
- Leopardi 1998, lettera n. 1166, vol. II, p. 1406
- Leopardi 2006, lettera n. 561, p. 779
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
- Nomi citati
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 20 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1166