Leopardi · Lettera n. 1161
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Vieusseux, Giovan Pietro
- Data
- 12 novembre 1827
- Luogo di partenza
- Pisa
- Luogo di arrivo
- Firenze
- Note alla data
- Pisa 12 Novembre 1827
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Mio caro Vieusseux. Eccovi le mie nuove, secondo che vi promisi.
- Explicit
- Se mi scrivete, datemi le nuove vostre, e quelle degli amici, e quelle della letteratura, se ve ne ha di rilevanti.
- Regesto
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Leopardi era giunto a Pisa, e ne riferisce a Vieusseux le prime positive impressioni suscitate dal Lungarno, e dal «sole» e dal «cielo» tipicamente italiani. Chiede all'imprenditore svizzero se avesse mai visto un posto tanto bello durante i suoi giri per il mondo, magari in Olanda. Il recanatese si trovava a soggiornare in via della Faggiola, in un alloggio di proprietà dei Comandoli e messo in subaffitto alla famiglia Soderini, definita «buona», e complice sicuramente della piacevolezza del soggiorno pisano. In chiusura, trasmette i suoi saluti agli amici di Toscana, domandando alcune nuove personali e letterarie.
- Note
Segue la l. di Giacomo Leopardi del 4 marzo 1825 [BL 855].
1. Leopardi annotò nello Zibaldone, il 30 giugno 1828, alcune impressioni circa «una giovane dai 16 ai 18 anni» che poteva identificarsi, con ogni probabilità, con Teresa Lucignani, la sorella di Anna Soderini. Leopardi riferiva dei movimenti e del viso, entrambi di stampo divino. Moroncini riporta alcune informazioni relative alla famiglia Soderini, composta da Giuseppe, impiegato presso lo studio legale Morosoli e come bigliettaio, la sera, presso il teatro dei Ravvivati (oggi teatro Ernesto Rossi), dalla moglie, Anna Lucignani, e dalla cognata Teresa. Proprio quest'ultima, nel 1897, venne intervistata da Ettore Botteghi sul soggiorno pisano di Leopardi.
- Testimoni
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Vieusseux, Carteggio, 57.111, c. 1r-v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 212 x 156.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo.
Il testimone consta di una carta.
Il testo si dispone sul solo recto.
A c. 1v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali, sebbene illeggibili per via dell'inchiostro consumato.
Il sigillo ha provocato, all'atto dell'apertura, una sforbiciatura al centro del margine destro della carta.Da Manus: Inviata a Giovan Pietro Vieusseux, la lettera rimase tra le carte del direttore dell'Antologia, finché queste non vennero cedute dagli eredi alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Vieusseux, Carteggio, 57.111, c. 1r-v
- Edizioni
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- Leopardi 1892a, lettera n. 519, vol. II, pp. 247-248
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 519, vol. II, pp. 247-248
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1139, vol. V, pp. 4-5
- Leopardi 1949, lettera n. 556, pp. 795-796
- Leopardi 1998, lettera n. 1161, vol. II, p. 1402
- Leopardi 2006, lettera n. 559, pp. 778-779
- Bibliografia
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- Benucci et al. 2001 = Leopardi nel carteggio Vieusseux. Opinioni e giudizi dei contemporanei (1823-1837), a cura di Elisabetta Benucci, Laura Melosi, Daniela Pulci, Firenze, Olschki, 2001
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1161