Leopardi · Lettera n. 1145

Mittente
Leopardi, Monaldo; Leopardi, Paolina
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
24 settembre 1827
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Firenze
Note alla data
Recanati 24. 7bre 1827.
Lingua
italiano, francese
Incipit
Mio Cariss.o Figlio Potete immaginare quanto mi addolori il non sentirvi tanto bene quanto io vorrei
Explicit
A Giordani tante cose per me, vi prego, non ve ne scordate. Addio, caro caro Muccio. Se sapeste quante volte sogno le vostre Operette morali!
Regesto

Monaldo scrive con affetto a Giacomo esprimendo dispiacere per le sue condizioni di salute, in particolare per i problemi agli occhi che lo limitano nelle sue attività intellettuali. Riferisce l'auspicio che il freddo possa giovargli, pur temendone gli effetti negativi, e a questo proposito gli ribadisce il desiderio di vederlo tornare a Recanati, esortandolo a scrivere più spesso, e assicurandolo del proprio sostegno economico in caso di necessità.
Fa poi cenno, con ironia, agli onori ricevuti dal musicista concittadino Persiani, minimizzandone l'importanza. Monaldo propone inoltre a Giacomo di valutare, per sé o per il fratello Carlo, la possibilità di ottenere un incarico onorifico e remunerato a Loreto come sovrintendente onorifico di un’opera pia a favore dei pellegrini tedeschi, un incarico che rientrava sotto la supervisione dell’ambasciatore austriaco. Il conte recanatese suggerisce così al figlio di farne parola con Bunsen, per ottenere delle dritte in tal senso, e di non diffondere, tra i conoscenti stretti e altri famigliari, la notizia dell'impiego.
Paolina aggiunge in coda un affettuoso messaggio, lamentando la mancanza di notizie dal fratello e il dolore per la sua lontananza. Si mostra preoccupata per il suo stato di salute e per il clima rigido, e riferisce dei falliti tentativi di combinare un matrimonio vantaggioso per il fratello Carlo, chiedendo l'intervento di Giacomo. La contessa accenna, infine, alle tensioni politiche locali legate all'allontanamento del Mazzanti e alla schiera dei suoi sostenitori. Infine, con tono affettuoso e leggero, ricorda episodi familiari, ed esprime il desiderio di leggere presto le Operette morali.

Note

Risponde alla l. di Giacomo Leopardi dell'8 settembre 1827 [BL 1135].
1. Leopardi era stato in contatto con Bunsen in quei giorni, ma costui era già partito nel momento in cui era arrivata la proposta di Monaldo.
2. La l. è in casa Leopardi.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 aprile 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1145