Leopardi · Lettera n. 1139
- Mittente
- Bunsen, Christian Karl Josias : von
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 11 settembre 1827
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Firenze
- Note alla data
- Roma 11 Settbre 1827 [segue la firma]
- Lingua
- italiano, greco; latino
- Incipit
- Pregiatissimo Signor Conte. La vista de' suoi sempre desiderati caratteri mi ha fatto un singolarissimo piacere
- Explicit
- Mi conservi la sua pregiatissima amicizia. Con inalterabile attaccamento e somma considerazione
- Regesto
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Bunsen informa Leopardi di una sua prossima e breve trasferta a Firenze, per poi proseguire il viaggio per Berlino. Accenna all'intenzione di Niebuhr di pubblicare nel giornale «Rheinisches Museum» alcuni scritti filologici di Leopardi. Fornisce notizie, secondo quanto richiesto da Leopardi, sullo stesso Niebuhr e chiede per suo conto di cercare alcuni libri a Firenze.
- Note
La lettera segue la leopardiana del 23 agosto 1827 [BL 1125]; la presente missiva verrà consegnata, come si legge, da de Savigny, in attesa della breve sosta di Bunsen a Firenze.
Già qualche tempo prima Niebuhr, il solo cui Leopardi aveva confidato la scoperta di alcune carte di Libanio ancora inedite presso la Biblioteca Barberiniana (per la cui controversa vicenda si rimanda a BL 572; 574], gli aveva proposto di far stampare in Germania questo suo lavoro filologico, incoraggiandolo a non abbandonare la disciplina [BL 525; 530]. Non è chiaro l'accenno a una seconda opera che Leopardi avrebbe copiato presso la medesima Biblioteca.
«Rheinisches Museum», rivista fondata da Niebuhr, dove solo tardi, nel 1835, comparvero gli Excerpta leopardiani [BL 1818].
Niebuhr aveva incominciato la sua Römische Geschichte (Storia Romana) già nel 1811-1812; tra il 1827-1828 ne verranno pubblicati di nuovo i primi due volumi, che giungevano fino alla trattazione delle due guerre sannitiche. Il terzo volume verrà pubblicato postumo nel 1832, a un anno dalla scomparsa dell'autore [BL 632].
L'idea di uno studio di Aristofane doveva arrivare direttamente da Niebuhr [BL 788]. In una lettera a lui diretta del 4 ottobre 1824 Leopardi scriveva: «Molto volentieri, e con tutto il possibile impegno, intraprenderei di copiare gli Scolj Ravennati di Aristofane, come Ella ha la buona volontà di suggeririmi» [BL 641].
- Testimoni
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Codici Palatini, Serie Targioni, 187
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti.Firma autografa, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: La maggior parte delle lettere del prussiano Bunsen, insieme al resto delle carte leopardiane, sono giunte a Napoli nel 1907, quando confluì il materiale lasciato da Antonio Ranieri nel 1888. Di queste solo due, inviate a Leopardi a Firenze, sono confluite nel Fondo Targioni, dove sono conservate le carte appartenute alla famiglia.
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Codici Palatini, Serie Targioni, 187
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1119, vol. IV, pp. 304-305
- Leopardi 1998, lettera n. 1139, vol. II, pp. 1380-1382
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 20 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1139