Leopardi · Lettera n. 1123

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Puccinotti, Francesco
Data
16 agosto 1827
Luogo di partenza
Firenze
Luogo di arrivo
Macerata
Note alla data
Firenze 16 Agosto 1827.
Lingua
italiano
Incipit
Caro Puccinotti Sono qui da circa due mesi, e qui da Bologna ricevo
Explicit
Voglimi bene e conservami nella tua memoria.
Regesto

Leopardi risponde all’amico Puccinotti, imputando il suo ritardo ai soliti disturbi agli occhi. Dopo un riferimento alle sue Operette e al volgarizzamento di Gemisto Pletone, Leopardi chiede all’amico circa il suo trattato fisiologico sui temperamenti, su cui il medico lavorava da qualche anno. La lettera si chiude con un tono oscuro e malinconico, in cui Leopardi si dice stanco della vita e della «insofferenza filosofica», che, solo rimedio ai mali e alla noia, «annoia essa medesima». Infine, Leopardi annuncia il trasferimento a Roma a Pisa a partire dal prossimo autunno, con la prospettiva di tornare e morire a Recanati nel caso la sua salute non trovi alcun miglioramento.

Note

La lettera risponde a quella del Puccinotti del 29 luglio 1827 [BL 1114]. Indirizzata a Bologna, la lettera, come si legge, riuscì a raggiungere Leopardi a Firenze, dove si era trasferito a partire dal 21 giugno [BL 1095].
Leopardi avrebbe dovuto ricevere dallo Stella alcune copie delle Operette, come si legge in uno scambio con l’editore milanese del 30 giugno 1827 [BL 1100].
Il Discorso in proposito di una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone e volgarizzamento della medesima, composto tra il novembre 1826 e il gennaio 1827, era apparso nel «Nuovo Ricoglitore» nel febbraio 1827.
Il Trattato sui Temperamenti, su cui sembra stia lavorando il Puccinotti, è menzionato per la prima volta nella lettera dello stesso medico a Leopardi del 28 ottobre 1825 [BL 763]. L’opera non andò mai in stampa, ma l’argomento principale si legherà poi al successivo incarico che assumerà a Macerata, oltre alla cattedra [BL 794], di dirigente del manicomio cittadino. Un interesse che perdurerà poi negli anni: rifugiatosi a Firenze nel 1831, nel periodo dei moti cui partecipò, Puccinotti riprese i suoi studi filosofici e letterari e curò la pubblicazione, nel 1834, delle Lezioni sulle malattie nervose tenute a Bologna nel 1833.
Come annunciato nella sua lettera, Leopardi partì il 9 novembre da Firenze, arrivando la sera a Pisa; in un primo momento Leopardi avrebbe voluto fermarsi a Massa, per poi dirottare su Pisa su consiglio dei «miei amici di Firenze» perché «città tanto migliore, e di clima tanto accreditato», come spiega alla sorella Paolina, scrivendole proprio da Pisa il 12 Novembre 1827 [BL 1158].

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXIV.28 [DA VERIFICARE]
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti.
    Firma autografa, indirizzo presente, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: La lettera, passata dagli eredi di Puccinotti a Clemente Benedettucci, si perde nel circuito antiquario, fino all'acquisto da parte della biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli. Per le vicende dell’acquisizione da parte della Biblioteca di Napoli, cfr. MAROZZI 2023.

    Della lettera, si possiede una copia apografa di Pierfrancesco Leopardi, convervata presso Casa Leopardi.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 22 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1123