Leopardi · Lettera n. 1084
- Mittente
- Leopardi, Monaldo
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 22 maggio 1827
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Bologna
- Note alla data
- Recanati 22. Maggio 1827.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Mio Cariss.o Figlio. Godo moltissimo di apprendere dalla cara vostra che state bene, e godo ancora che vi divertiate, come scrivete a Paolina.
- Explicit
- Noi stiamo bene. Abbiatevi riguardo, e vi abbraccio e vi benedico con tutto il cuore.
- Regesto
-
Monaldo Leopardi scrive al figlio esprimendo gioia nell’apprendere che egli stia bene e si diverta, nonostante il carattere poco congeniale degli spettacoli e dei rumori. Pur non trovandoli piacevoli, ritiene comunque utile parteciparvi di tanto in tanto per distrarsi.
Monaldo informa inoltre Giacomo della partenza del governatore Mazzanti, avvenuta di notte per evitare il disprezzo pubblico. Mazzanti si è recato a Sassoferrato, dove non era desiderato né dal clero né dal popolo, e si vocifera che potrebbe presto trasferirsi a Roma. Monaldo racconta un episodio del passato di Mazzanti, quando fu esiliato da Gerano per aver composto satire contro una famiglia importante. Chiede a Giacomo di raccogliere eventuali notizie o aneddoti sul personaggio, specialmente riguardo alla sua presunta attività di avvocato presso il Tribunale di Appello di Bologna, di cui dubita.
Nella lettera, il conte recanatese riporta i saluti della marchesa Roberti e riferisce un’informazione ricevuta da Setacci riguardo alla mortalità per tisi a Bologna, causata dalla mancanza di precauzioni sanitarie. Esorta quindi Giacomo a essere prudente. - Note
Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 14 maggio 1827 [BL 1077].
1. Monaldo raccontava anche a Carlo Antici inedditi spiacevoli su Luca Mazzanti. In una l. all'amico del 1 maggio 1827, il conte elencò i diversi capi d’accusa che pendevano verso il Mazzanti, tra i quali vi era anche lo stupro «a carico di una giovane contadina». Le lettere al marchese sono piene di espressioni di disprezzo nei confronti del governatore: «se vi trovaste qui per un mese o poteste conoscere quello che accade, e in quale stato ha ridotto il paese nostro uno scellerato erettosi in despota e tiranno, sentirete la necessità di combatterlo, essendo pure necessario […] il difendere se stessi dagli assassini» (14 gennaio 1827).
2. L'autografo è in casa Leopardi.
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1064, vol. IV, pp. 254-255
- Leopardi 1988b, lettera n. 93, pp. 161-162
- Leopardi 1998, lettera n. 1084, vol. II, pp. 1326-1327
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 03 aprile 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1084