Leopardi · Lettera n. 1044
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Brighenti, Pietro
- Data
- 9 febbraio 1827
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Bologna
- Note alla data
- Recanati 9 Febbraio 1827.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Mio caro. È un lungo tempo che non ti scrivo. Ho taciuto, per non aver materia importante da trattenerti e per timore di non disturbar le tue occupazioni
- Explicit
- Pepoli, la Clementina. Che è di Benedetti? Se lo vedi, salutalo per me assai. Addio mio caro, con tutta l'anima
- Regesto
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Leopardi tarda a rispondere all'amico, temendo di disturbarlo nelle sue molte faccende. Dopo vari aggiornamenti sul suo stato di salute e sul suo vivere nella più estrema solitudine, chiede a Brighenti di farsi tramite nel mandare i suoi saluti a Giordani, di cui Leopardi parlerà in una sua «coserellaccia», e ai suoi amici bolognesi.
- Note
La lettera risponde a quella del Brighenti del 3 gennaio 1827 [BL 1036].
Giordani aveva scritto a Paolina il 30 gennaio 1827, chiedendo notizia del fratello.
La «coserellaccia» a cui accenna Leopardi è il Discorso in proposito di una orazione greca di Gemisto Pletone, dove Leopardi difendeva l'utilità delle traduzioni, contrariamente a quanto affermato da Giordani in un suo contributo, apparso nel novembre 1826 sulle pagine dell'«Antologia» [cfr. BL 1027 e 1041].
- Testimoni
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Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Raccolta Campori, fasc. "Leopardi, Giacomo", c. 1r-v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 265 x 200.Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: La lettera passò, per tramite di Pietro Brighenti, a Carlo Emanuele Muzzarelli nel 1847, per poi transitare all’interno della collezione di Giuseppe Campori.
Il testo è autografo e si dispone sul solo recto.
Su c.1r si registrano tre diverse annotazioni d’archivio: la prima , «72.», con inchiostro rosso, è autografa di Pietro Brighenti, la seconda, «49.». a lapis; la terza, «79», a lapis, al centro in basso, riferita alla cartulazione. Sulla stessa carta si legge una nota del Brighenti: «R.[iscontrata] 2. Marzo».
Su c. 1v si legge l’indirizzo, oltre ai timbri postali e al sigillo di chiusura.
Si registra inoltre il segno «O», visibile nella maggior parte delle missive conservate nel fascicolo.
Filigrana: giglio [fonte MANUS]
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Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Raccolta Campori, fasc. "Leopardi, Giacomo", c. 1r-v
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 315, vol. II, pp. 3-4
- Leopardi 1856, lettera n. 315, vol. II, pp. 3-4
- Leopardi 1892a, lettera n. 315, vol. II
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1024, vol. IV, pp. 223-224
- Leopardi 1949
- Leopardi 1998, lettera n. 1044, vol. II, p. 1291
- Leopardi 2006
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 16 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1044