Leopardi · Lettera n. 1007
- Mittente
- Pepoli, Carlo
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 26 ottobre 1826
- Luogo di partenza
- [Bologna]
- Luogo di arrivo
- [Bologna]
- Note alla data
- Di Casa 26 8bre 1826 [segue la formula di saluto; il luogo di invio e di spedizione si deducono dal contesto, essendo questo un biglietto consegnato a mano]
- Lingua
- italiano
- Incipit
- C. A. | Questa maledetta tosse, e questo maledetto dolore
- Explicit
- ch'io venga teco in questi luoghi. Amen. | Amami siccome io fo, e sta sano.
- Regesto
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Carlo Pepoli, costretto a casa da una tosse e, probabilmente, da una sciatalgia, lamenta la mancata possibilità di incontrare Leopardi. Da quanto si può evincere dal testo epistolare, sembra desideroso di visitare, in compagnia di Giacomo, l'Accademia di Belle Arti, con il suo Istituto, riservato alla scuola, e la sua Galleria. Il Pepoli chiude la lettera con la speranza di posticipare l'incontro prima della partenza di Leopardi per Recanati.
- Note
È ben probabile che ancora nell'autunno del 1826 Leopardi non avesse visitato l'Accademia di Belle Arti, di cui aspirava a diventare il segretario, succedendo all'amico Pietro Giordani. Lo stesso Carlo Pepoli è accademico con 'voto'.
Trascorso un inverno piuttosto rigido a Bologna, Leopardi decide di tornare a Recanati. La partenza è fissata al 3 novembre 1826, come si legge da una lettera al padre Monaldo del primo novembre [BL 1010].
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.246, ccc. 1rv
Originale, manoscritto autografo.Biglietto.Firma autografa, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: Il testo si dispone solo sulla c. 1r e non presenta interventi o cancellature evidenti, se non una sottolineatura; come consueto, il Pepoli lascia un significativo spazio bianco tra la formula di saluto iniziale e il resto del corpo epistolare.
Sulla c. 1v è presente l’indirizzo, al quale segue una firma. Si rilevano segni di piegatura verticali e orizzontali. Vi sono tracce del sigillo di ceralacca su rv; è probabile che l’apertura del sigillo di ceralacca abbia causato una lacerazione della carta che non ha, tuttavia, inficiato la sostanza del testo. Assenti i timbri postali, proprio perché si tratta di un biglietto consegnato a mano.
Filigrana: assente.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.246, ccc. 1rv
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 989, vol. IV, p. 197
- Leopardi 1998, lettera n. 1007, vol. II, p. 1259
- Leopardi 2023, lettera n. 7, pp. 111-113
- Bibliografia
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- Dionisotti 1988 = Carlo Dionisotti, Appunti sui moderni: Foscolo, Leopardi, Manzoni e altri, Bologna, Il Mulino, 1988
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 21 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1007