Leopardi · Lettera n. 1

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Monaldo
Data
16 ottobre 1807
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Recineti postridie idus Octobris millesimo octingentesimo septimo [l'indicazione cronico-topica segue il testo e precede la firma]
Invio / ricezione
La lettera non è stata inviata
Lingua
latino
Incipit
Quatuor sunt dies ex quo iterum summa nostra laetitia studia incepimus
Explicit
Sine me osculari manum tuam, et demisse me subscribere Tui Pater dilectissime
Regesto

La l. è scritta da Leopardi al padre per esercitarsi nella lingua latina, che appare infatti a un livello scolastico. Il «maestro» di cui il poeta non vuole deludere le aspettative è don Sebastiano Sanchini, nativo di Mondaino (Rimini), chiamato da Monaldo come precettore per i figli. Le poche frasi riportate testimoniano l'impegno posto dal giovane prodigio nello studio, apprezzato più del gioco, ma anche una richiesta di indulgenza a Monaldo di poter rilassare, al bisogno, animo e corpo. In quel momento il conte recanatese non è presente in casa, perché impegnato a Roma. Leopardi gli manifesta il desiderio della famiglia di rivederlo presto.

Note

È la prima l. attestata della corrispondenza fra Giacomo e Monaldo, e quella inaugurale dell'intero epistolario leopardiano. Una lettera d'occasione, consegnata al padre a mano, in casa.
1. A seguire, la traduzione del testo: «Sono passati quattro giorni da quando, con nostra grandissima gioia, ho ripreso gli studi. Vorrei che il loro esito fosse conforme al tuo desiderio e a quello del mio maestro. Voglio dedicarmi ad essi con tutta l’anima, e lo studio mi sarà più gradito del gioco. Tuttavia, desidero anche, di tanto in tanto, rilassare la mente, e tu devi pensare a concedermelo. Spero che lo farai, perché so quanto mi ami, e vorrei poter ricambiare, come dovrei, la benevolenza che mi dimostri. Con l’aiuto di Dio, lo farò; nel frattempo, abbi cura della tua salute, affinché tu possa tornare presto a vivere con me e con tutti gli altri di casa, che ti salutano di cuore.
Lascia che ti baci la mano e umilmente mi sottoscriva, tuo affezionatissimo figlio.
Recanati il giorno dopo le Idi di Ottobre dell'anno 1807.
L'umilissimo e obbedientissimo figlio Giacomo».
2. Come osserva Damiani, l'uso del latino «permette, per una volta e una sola all'interno dell'intero epistolario, di dare del tu al Signor Padre, cui invece è normale rivolgersi in casa con il pronome "Ella"» [Leopardi 2006, p. 1119].

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 08 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1