Foscolo · Lettera n. 1710
- Mittente
- Pasquali, Spiridione
- Destinatario
- Foscolo, Ugo
- Data
- inverno 1812
- Luogo di partenza
- Bologna
- Lingua
- italiano
- Regesto
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Lo scrivente, amico di Michele Ciciliani, si considera anche amico del F. - È la terza volta che gli scrive, e che gli manda, con la lettera, un manoscritto: la prima e il primo si perderono; la seconda e il secondo furono mandati a Milano dopo che il F. era partito per Venezia: e a Venezia appunto spedisce ora lettera e manoscritto. - Fa la propria storia. Partì da Corfù, sua patria, e venne in Italia col proposito di studiare. A Livorno persuase il suo zio, Michele Sofima, di metterlo, a studio, a Bologna. Dopo aver seguito, senza arrivare alla laurea, i corsi di matematica, passò agli studi di letteratura, di metafisica, e soprattutto di politica e di storia; poi si volse alla musica. Sul più bello gli è morto lo zio Sofima; un fratello che lo aiutava ha avuto disgrazie, e non s’è più potuto occupar di lui; il Ciciliani, da cui pure era sovvenuto, è partito: così si trova abban donato da tutti. Il padre non è in condizione d’aiutarlo; a Corfù non vuol tornare perchè si vergogna. A Venezia, dov’era passato con la speranza di trovare qualche soccorso, ha dovuto conoscere che cosa sia « la vii feccia mercantesca »; e nessuno volle aiutarlo. Impegnati i suoi libri, con la somma che ne ricavò tornò a Bologna; dove vive ora miseramente. L’anno in nanzi compose, in un momento di gran bisogno, una satira, dalla quale spera di ricavare qualche guadagno. E una canzonatura dei poetastri imitatori; e l’ha intitolata Modo di pulirsi lo sedere. L’ha scritta ad imitazione degù antichi: al Ciciliani piacque; ora la manda al F. perchè gliene dia giudizio spassionato, la corregga, e gli dica se merita di esser pubblicata. Se questo scritto non è riuscito, sa di non poter fare di meglio; considererà, in tal caso, di aver perduto tempo e fatiche, e «invano avrà sofferto fame, sete, freddo e nudità ». Aspetta con coraggio la sentenza del P., quale che abbia ad essere; e soltanto lo prega di dargliela presto, e con schiettezza.
- Testimoni
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Manoscritti Foscoliani, vol. VIII, lettera n. 46, 169-172
Originale, manoscritto autografo.Fogli rilegati.Segni di piegatura.
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Manoscritti Foscoliani, vol. VIII, lettera n. 46, 169-172
- Edizioni
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- Foscolo EN 17 Ep. 4, lettera n. CCIV
Scheda di Michele Stefani | Ultima modifica: 25 maggio 2025
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