Foscolo · Lettera n. 1429
- Mittente
- Giovio, Paolo
- Destinatario
- Foscolo, Ugo
- Data
- 18 ottobre 1810
- Luogo di partenza
- Brescia
- Lingua
- italiano
- Regesto
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In essa Paolo si mostra ancora smanioso di emulare, nella milizia, la bravura e la fortuna di Benedetto, del quale chiede notizie all'amico, e a cui dice di voler essere « eternamente rispettoso fratello ». Prega con insistenza il F. di mandare due libri di teoria, uno italiano e uno francese, invano richiesti al cognato Panigadi. Lo informa che il cognato colonnello Vautré parlò di lui al Principe, il quale aveva promesso, compiuta che avesse la sua istruzione, di nominarlo sottotenente in un Corpo italiano, dacchè non era possibile lasciarlo in un reggimento francese. Dopo aver detto che nel Carnevale sarebbe andato a Como, ma che prima contava di avere « le spallette d'aiutante Maggiore » [se così si qualificava nella soscrizione era forse per un uffcio provvisorio che esercitava alle dipendenze del Vautré] sogg1unge: « in questo momento venne la, Cecca, e mi domandò se scriveva a te; e gli dissi.... » [qui la carta è lacera ; poi riprende]: nel carnevale «voglio che ce la godiamo insieme; poi andremo a Como e staremo pochi giorni nella Valle Inferna »
- Testimoni
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Manoscritti Foscoliani, vol. VII, lettera n. 14, 53-56
Originale, manoscritto autografo.Fogli rilegati.Segni di piegatura.
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Manoscritti Foscoliani, vol. VII, lettera n. 14, 53-56
Scheda di Michele Stefani | Ultima modifica: 25 maggio 2025
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