Foscolo · Lettera n. 1236

Mittente
Giovio, Giambattista
Destinatario
Foscolo, Ugo
Data
30 ottobre 1809
Luogo di partenza
Verzago
Lingua
italiano
Incipit
Signor Ugo Facunde Nepos Atlantis[...]
Regesto

«Signor Ugo Facunde Nepos Atlantis ». Questa lettera del Giovio scritta dopo una bella giornata comincia serenamente: « Oh come era tratteggiato il cielo di masse dorate e rossicce, e come l'aria è temperata… così almen serbici la Provvidenza dopo tante paure, alla tranquillità! ». — Ha fatto l'ambasciata alla Contessa, « che ammira la clemenza sua sulle poche partite di scacco ecc. ». Poi il tono si fa più serio e malinconico: siamo vicini a Ognissanti e alla Commemorazione dei defunti: «Quanti eroi di pazienza, di coraggio, quanti bei cuori, quai belle menti! ». E prosegue: « Quante tempeste superato da essi in pace! e il giorno dopo oh quai ricordanze! ». Parla poi degli amici scomparsi, o della madre morta poco dopo averlo dato alla luce, e del padre, che gli mancò quando aveva appena quattro anni. « Per otto giorni — continua — sull'imbrunire dell'alba io sentirò le campane delle terre vicine parlarmi de' trapassati, e intenerirmi, sbigottirmi, ed anche incoraggiarmi. — Ma io prèdico come un quacchero colla prima ispirazione » ecc. Nel P. S. raccomanda all'amico di procurargli i Ritratti di Silvia Curtoni Verza.

Testimoni
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Manoscritti Foscoliani, vol. VII, lettera n. 4, 13-16
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli rilegati.
    Segni di piegatura.
Edizioni

Scheda di Michele Stefani | Ultima modifica: 25 maggio 2025
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