Fortini · Lettera n. 813
Franco Fortini a Elsa Morante, 1 luglio 1974
Cara Morante,
sto finendo di leggere. Sento il dovere e insieme l'impossibilità di parlarne. Dovrei scrivere: ma un libro! Non si tratta di dire è bello è brutto qui va bene qui no. L'idea di assumere il me stesso critico o pedante o professore mi è odiosa eppure sarebbe/è il solo modo di rendere onore al suo lavoro. L'abbraccia il suo
Franco Fortini
La gratitudine. Quanti saranno grati per quel che lei ha scritto. Dalla gratitudine di quanti, però, lei dovrà difendere il suo libro; e noi lei.
[Le allego copia di certi versi, pubblicati tre anni fa su di un giornaletto. Vorrei le piacessero]