Fortini · Lettera n. 703

Vittorio Sereni a Franco Fortini, 24 novembre 1967

Caro Franco,
mi è più agevole in queste ultime ore scriverti che non telefonarti.
Ho sottoposto e discusso la questione del Faust in comitato editoriale. Alla mia proposta di corrisponderti L. 100.000 a partire dal 1° novembre '67 fino al 31 ottobre '68 si è controproposto di corrisponderti la cifra complessiva in una volta sola, alla data del 31 ottobre '68. Puoi per favore esaminare questa controproposta e riferirmene al mio rientro da New York?
Per quanto riguarda la tua ristampa, dato uno sguardo ai programmi che pure sono stati discussi, è rimasto in sospeso per lo Specchio proprio il problema che ti riguarda. Avevo pensato che l'autunno '68 fosse la prima data raggiungibile, ma a conti fatti mi accorgo che dovrei o contemplare un libro in più, mentre caso mai mi si chiede di ridurre, o sacrificare uno straniero il cui libro aspetta da anni: il Ransom (tradotto da Giudici) oppure il Tate. Debbo chiederti se è troppo grave per te aspettare la primavera del '69. Spero che non lo sia, dato che in questi ultimi tempi hai pubblicato a un ritmo piuttosto intenso varie edizioni. Ma ognuno ha la propria economia e questo non è evidentemente un argomento. Lo è invece la situazione che ti ho esposto. Anche su questo punto ti prego di riflettere e, prima che i programmi siano definiti, di darmi una risposta. Anche in questo caso, dunque, al mio rientro da New York, cioè tra una settimana o al massimo una decina di giorni.
Spero di rivederti presto e ti saluto con affetto
tuo