Fortini · Lettera n. 668
Franco Fortini a Giovanni Giudici, 13 agosto 1965
Caro Giovanni, grazie del telegramma e della lettera. Se devo essere sincero, la procedura del 'Viareggio' mi ha dato un certo colpo. Si ha un bel dirsi che è finita ma si stenta sempre a crederlo. E i silenzi sono stati finora così profondi che mi permettono di misurare un tipo di riuscita-fallimento che ormai coincide con la vita. Piovene, chiaramente, non ha letto; l'Avanti ha scritto poco più che sciocchezze; Baldacci evasivo et pour cause. L'unico che ha letto e capito è stato quel filibustiere di Dallamano che ne ha fatto pretesto per attaccare pesantemente gli 'allievi' cioè Asor-Rosa. So già quel che dirà il Ferrata... Mi pare giusto chiudere l'ombrello. [E pensare che fino a ieri pensavo che il libro del Ripellino valesse qualcosa. La Cherchi me lo ha mandato e mi sono cadute le braccia].
Qui vedo qualche volta Sereni e Ceserano. Le mie vacanze sono finite e lavoro quasi tutto il giorno. La settimana prossima è adattissima. Vieni, diciamo martedì 17 o mercoledì 18 a metà pomeriggio. Ma non aspettarti da me altro che la faccia di uno che fatica a sopravvivere e che non vuole, assolutamente non vuole, che gli amici formino comitati di soccorso letterario & culturale.
Portami quel Vian che almeno mi diverta [«diverto» in Fortini-Giudici 2019]. Leggo e rendo subito. Ho letto 'Herzog' di S.[aul] Bellow, tutt'altro che male, anzi con cose molto belle (ma non fidarti, ti prego, di questo genere di giudizi. Sono molto longanime con i libri di circostanza. Credo giusto applicare alla letteratura contemporanea – soprattutto italiana – quel che Mao dice del nemico imperialista: disprezzarlo strategicamente, valutarlo tatticamente).
La corrispondenza Goethe-Schiller sul Meister: ecco quel che bisogna leggere. Meglio: aver letto.
Sul prossimo Q.[uaderni] P.[iacentini] ci saremo tutti: tu, Solmi, Amodio, Cases con un bel dialogo con De Martino morente e io con uno scritto punto male di commento a quel dialogo. Scritto qui e già rivisto in bozze.
A presto, il tuo